16 Giugno Giu 2015 1442 16 giugno 2015

«Volevo la pelle nera»

Leader di un'associazione che tutela i diritti delle persone di colore, docente di studi africani, attivista. Per decenni Rachel Dolezal si è finta nera ma i genitori l'hanno messa alle strette e ora sono in corso le indagini.

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Travolta da una polemica più grande di lei si è dimessa dalla presidenza della Naacp Rachel Dolezal, attivista per i diritti civili dei neri d’America e fintasi per decenni di origine mista:  in parte bianca, in parte afro-americana, in parte indiana. Per la serie parenti-serpenti, sono stati proprio i genitori a sbugiardare la donna, 37 anni, presidente e della sezione di Spokane di quella che è una delle più influenti organizzazioni nere degli Usa che ha 300.000 iscritti e 11 milioni di dollari di patrimonio oltre a 50 di fatturato.

FIGLIA DI BIANCHI
«É la nostra figlia naturale e siamo entrambi di origine europea e i suoi antenati sono tedeschi e cechi e svedesi», hanno spiegato i  coniugi Lawrence and Ruthanne Dolezal. La coppia ha anche mostrato alla stampa certificati di nascita e documenti vari e si è detta molto preoccupata per la salute mentale della figlia, che avrebbe anche spacciato un signore anziano di colore per suo padre. La ragazza è cresciuta nel Mississipi, in un contesto prevalentemente afroamericano, e al fianco di due fratellini neri adottati dai genitori quando lei era adolescente. «L'adozione ha di certo fomentato l'interesse di Rachel per la causa delle persone di colore. Abbiamo sempre avuto amicizie di diverse etnie. Per lei era naturale e ha così trasferito la sua identità», ha detto la madre al Washington Post.

LA QUESTIONE HARVARD
«Quando Rachel fece domanda per entrare a Harvard e studiare arte con un portfolio di soli ritratti afroamericani l'università la scambiò per una donna di colore e le diede una borsa di studio riservata a persone di colore», hanno anche spiegato i genitori al quotidiano americano. Eppure è spuntata una causa, risalente al 2002, in cui la stessa Dolezal aveva citato l'università per discriminazione razziale, ma in quanto bianca. A suo dire, sarebbe stato questo  la motivazione dietro a una cattedra negata.

TUTTO PARTITO DA UNA SUA DENUNCIA
E negli anni Dolezal aveva messo insieme un curriculum invidiabile: oltre a essere presidente della Naacp. è stata anche difensore civico di Spokane, presiedendo un organismo che vigila sull'operato delle forze di polizia, ed è docente di Studi africani alla Eastern Washington University. In ogni situazione aveva detto, anche per iscritto di avere origini afroamericane. Il suo nome non era nuovo ai media: più volte negli ultimi anni  è stata vittima di minacce e intimidazioni a causa del suo impegno civile.  Ed  è proprio grazie a una denuncia fatta dalla donna, riguardante alcune lettere di minacce, che la polizia è arrivata a scoprire la sua vera identità. Dolezal adesso è anche indagata per aver dato una falsa rappresentazione di se stessa nella domanda per l'incarico di difensore civico a Spokane.

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