16 Giugno Giu 2015 1134 16 giugno 2015

Quattro donne per un cinguettio

Dopo le dimissioni di Dick Costolo, Twitter è alla ricerca di un nuovo amministratore delegato. Ecco le candidate al femminile che potrebbero finire alla guida del social network.

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Dick Costolo.

Per chi si occupa di tecnologia, uno degli argomenti preferiti degli ultimi giorni è capire chi guiderà Twitter. L’amministratore delegato Dick Costolo ha annunciato, a sorpresa, che dal primo luglio lascerà il sito di microblogging (per fare cosa ancora non si sa, ma è un'altra storia). Il cofondatore e presidente Jack Dorsey, che è anche numero uno della società di mobile payment Square, ha preso ad interim le redini del social network, ma la scelta non piace granché, tanto che anche il principe Alwaleed bin Talal, uno degli investitori della prima ora di Twitter, nonché uno dei maggiori, ha già detto chiaro e tondo di non vedere di buon occhio l'ipotesi di Dorsey CEO in modo permanente. Se non lui chi? Mentre il toto-nomi è già partito, c'è chi vorrebbe vedere il timone del gruppo in mano a una donna. Un'ipotesi non del tutto balzana.

Katie Jacobs Stanton.

AGLI UTENTI L'IDEA PIACE
I primi a cui l'idea di un amministratore delegato donna sembra azzeccata sono proprio gli utenti del social network: da quando è stato annunciato l'addio di Costolo, sono stati centinaia i tweet che suggerivano l’ingresso di una 'Lady Twitter'. Qualcuno si è limitato a dire che «Twitter ha bisogno di un CEO donna» e altri hanno auspicato che fosse «una donna effettivamente in grado di usare la piattaforma». Altri ancora hanno fatto notare che il social network non brilla per diversity, diversità di genere, tanto più che la prima nomina 'rosa' nel consiglio di amministrazione, Marjorie Scardino, è arrivata solo nel 2013, mentre la società è stata fondata nel 2006: «La commissione incaricata di cercare il nuovo amministratore delegato è composta da tre uomini, forse il primo passo dovrebbe essere diversificare quella commissione», ha scritto un utente (uomo, per la cronaca).

Carolyn Everson.

Joseph Moran - © 2010 Joseph Moran. All Rights Reserved.

LE CARATTERISTICHE DEL LEADER
A delineare il profilo del nuovo leader, o della nuova leader, è stato lo stesso Alwaleed, che in Twitter ha attualmente una quota del 5% circa: deve essere preparato sul mondo tecnologico, orientato verso gli investitori e avere una mentalità focalizzata sul marketing. E deve avere ben chiara in mente una strategia per fare crescere rapidamente il social network, anche in termini di utenti: stando agli ultimi dati sono oltre 300 milioni quelli attivi a livello mensile e circa 100 milioni quelli attivi quotidianamente, molto meno rispetto a quelli di Facebook (1,44 miliardi gli attivi su base mensile e 936 milioni i quotidiani).

Kara Swisher.

LE CANDIDATE PAPABILI...
L'ipotesi di una donna alla guida della società non è del tutto campata per aria, anche perché nella Silicon Valley e dintorni non mancano alcuni nomi forti. Twitter, società quotata con con una capitalizzazione di 24 miliardi di dollari, non si può certo permettere di nominare una donna solo perché è una cosa cool, ma è vero anche che altri gruppi, Yahoo prima di tutti, hanno fatto una scelta al femminile e non se ne sono pentiti. Uno dei nomi in lizza è quello di Katie Jacobs Stanton, una candidata interna (è attualmente Vp dell'area media globali, lavora per la società dal 2010 e ne conosce bene la cultura). Un'altra possibilità è Carolyn Everson, Vp delle soluzioni marketing globali di Facebook, persona di grande esperienza con un passato in Microsoft e Mtv Networks. Un'altra candidata è Kara Swisher, co-executive editor del sito di informazione tecnologica Re/code, che dalla sua ha una fortissima presenza su Twitter, con oltre un milione di follower e oltre 65.000 tweets.

Sheryl Sandberg.

… E I SOGNI PROIBITI
Il sogno proibito invece è il direttore operativo di Facebook, Sheryl Sandberg, che può vantare provate capacità di leadership ed esperienza nella gestione di un colosso dei social network come la società fondata da Mark Zuckerberg. Vero è che la sua presenza su Twitter è molto scarsa: ha postato qualcosa appena una ventina di volte, ma non è dato sapere se questo sia dovuto a un 'ordine di scuderia' o una personale avversione per la concorrenza. Certo le sue capacità potrebbero tornare utili per sostenere la crescita del gruppo, che tra il 2010 e il 2014 ha registrato perdite per 1,4 miliardi di dollari. Un'altra super candidata potrebbe essere Susan Wojcicki, attualmente amministratore delegato di YouTube, il sito per la condivisione di video controllato da Google: di recente il New York Times l'ha definita una dei manager più potenti del mondo dei media.

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