11 Giugno Giu 2015 1119 11 giugno 2015

Commenti sessisti, premio Nobel si dimette

Lo scienziato Tim Hunt aveva affermato che essere a contatto con delle donne in laboratorio è dannoso per la scienza. Le scuse non sono bastate.

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English biochemist, the Nobel-prize winn

Alla fine Tim Hunt si è dimesso. Il premio Nobel per la medicina aveva affermato che la presenza di ragazze in laboratorio è dannosa per la scienza. Questione di distrazioni, a leggere le sue parole: «Ci innamoriamo di loro, si innamorano di noi e, quando le criticate, si mettono a piangere». Immediata la reazione dell'opinione pubblica e l'inappellabile condanna: sessismo. Tim Hunt a provato a giustificarsi dicendo che voleva solo fare una battuta, e che in realtà al centro della sua riflessione c'era l'inopportunità di una relazione amorosa in laboratorio, ma ormai il danno era fatto. Anche la Royal Society, di cui Hunt fa parte, ha preso le distanze dal commento del premio Nobel.

I PRECEDENTI
Non è la prima volta che scienziati di spicco finiscono nell'occhio del ciclone a causa di affermazioni discutibili e di stampo sessista. James Watson, altro premio Nobel, disse: «Penso che avere tutte queste donne intorno renda le cose più divertenti per i maschi, ma probabilmente riduce la loro efficienza». Commento in linea con quello di Hunt, ma su Watson, che ha venduto il proprio premio Nobel, pesano anche accuse di razzismo. Un'altra vicenda ha coinvolto Matt Taylor, artefice dello sbarco della sonda Philae su una cometa nell'ambito della missione Rosetta. Nel momento in cui veniva intervistato, indossava una maglietta con sopra stampate delle pinup vestite in latex. E anche lì piovvero accuse di sessimo.

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