10 Giugno Giu 2015 1531 10 giugno 2015

L'inferno delle donne nello Stato Islamico

Frustate, lapidate, costrette al burqa ma anche vendute come schiave del sesso o promesse come premio a chi si arruola. Anche così l'Isis combatte la sua guerra.

  • ...

Quella contro le donne, contro il loro corpo e quello che rapprresenta, è la guerra più feroce e subdola che l'Isis sta combattendo. E se i militanti dello Stato Islamico hanno ridotto la vita degli abitanti di Mosul in Iraq a un inferno, l'abisso in cui sono precipitate le donne è ancora più cupo.  A raccontarlo gli stessi abitanti della città che da un anno è diventata, suo malgrado, la vetrina del nuovo Califfato. Donne e uomini che, a proprio rischio e pericolo sono riusciti a far arrivare alla Bbc  immagini da quella che una visione folle e distorta dell'Islam creata ad hoc dall'Isis ha tramutato in una prigione.

LAPIDAZIONI, FRUSTATE  E BURQA
Come si legge su La Repubblica, Mosul è diventata una città in cui  le adultere, o quelle ritenute tali o  solo accusate del 'crimine', vengono lapidate a morte, e le donne che  si mostrano senza essere totalmente coperte vengono prese a frustate. Nessuna può uscire di casa se non accompagnata da un uomo di famiglia, e annullata da un burqa. In città qualsiasi riferimento non islamico è stato cancellato da tempo, case e chiede dei crisitani sono state abbattutte e dissacrate, le rovine che restano marchiate con  la lettera 'N', l’iniziale di 'Nasrani', cristiani, da Nazareth. Un controllo totale che si estende anche ai familiari delle ragazze: anche gli uomini vengono frustati se le loro mogli non indossano i guanti.

UNA VERGINE IN PREMIO PER CHI SI ARRUOLA
Le donne sono una vera ossessione per i miliziani dello Stato Islamico. Oggetti di cui disporre a piacimento, da punire liberamente,  avere in cambio come premioZainab Bangura, inviata delle Nazioni Unite per indagare sulle violenze sessuali commesse dai militanti dello stato Islamico e appena tornata dopo mesi trascorsi in Siria e Iraq, ha denunciato che uno dei richiami più forti per i combattenti reclutati dall'estero è proprio la promessa di avere in sposa una ragazza, e in molti casi bambina, vergine. «Le schiave del sesso dell’Isis sono vendute al mercato per il costo di un pacchetto di sigarette», ha aggiunto nel suo discorso dell'8 giugno all'Onu.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso