27 Maggio Mag 2015 1158 27 maggio 2015

La chiamavano «fotografa umanista»

Si è spenta Mary Ellen Mark. Nella sua carriera ha immortalato sia grandi star che emarginati sociali.

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È morta la fotografa Mary Ellen Mark. Afflitta da tempo dalla sindrome mielodisplasica, si è spenta il 25 maggio all'età di 75 anni. Il suo sguardo non aveva limiti, si posava allo stesso modo sui reietti e sulle star hollywoodiane. Che si trattasse di una sconosciuta prostituta indiana o di una celebrità come Marlon Brando, Mary Ellen era sempre in grado di catturare l'essenza più profonda dei soggetti che immortalava con la sua macchina fotografica.

TRA STORIA E CINEMA
Laureata in pittura e storia dell'arte, Mary Ellen divenne famosa nel corso degli Anni 60 e 70, grazie ai suoi reportage che testimoniarono i grandi cambiamenti di quegli anni, dalle manifestazioni contro la guerra in Vietnam ai movimenti femministi. Ma il suo obiettivo non si limitava a catturare i grandi rivolgimenti sociali. Con disinvoltura e sempre con grande efficacia, era presente su molti set di film importanti: Satyricon di Federico Fellini, Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, ad esempio, fino al recente Australia firmato da Baz Luhrmann.

PERSONE, NON FREAK
Uguale, se non maggiore attenzione dedicò anche agli emarginati sociali. Prostitute, travestiti, eroinomani, senza però farne fenomeni da baraccone. Con la sua sensibilità, Mary Ellen riusciva a evitare l'effetto freak, restituendo alle persone ritratte un'aura di normalità. I critici rimasero colpiti proprio dalla sua empatia e dal suo umanismo. La sua ultima fatica verrà pubblicata nel corso dell'estate 2015 e consiste in un reportage compiuto a New Orleans dieci anni dopo l'uragano Katrina.

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