27 Maggio Mag 2015 1513 27 maggio 2015

Era il volto contro la pena capitale

Si è suicidata Paula Cooper, che a 16 anni venne condannata alla sedia elettrica. La sua storia.

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È morta Paula Cooper e probabilmente si tratta di suicidio. La donna di 45 anni, che nel 1986 da minorenne divenne la più giovane detenuta in un braccio della morte, è stata una figura simbolo delle campagne contro la pena di morte negli Usa.

MINORENNE NEL BRACCIO DELLA MORTE
Paula aveva 15 anni quando assassinò un' insegnante di religione di 78 anni, 16 quando la giuria la condannò alla sedia elettrica. Cooper era rea confessa, ammise di aver colpito 33 volte la vittima Ruth Pelke nel tentativo di rapinarla. Il bottino, da dividere con le amiche, furono una vecchia auto e 10 dollari. Il caso suscitò scalpore internazionale e mise in luce l'atrocità della legge dell'Indiana: ammetteva la pena di morte per bambini sopra i 10 anni. Dopo tre anni di death row la condanna della teenager venne commutata a 60 anni di reclusione che si ridussero a 27 per buona condotta.

UNA MORATORIA INTERNAZIONALE PER SALVARLA
Contro la condanna a morte di Paula si mobilitò proprio l'Italia: su iniziativa dei radicali nacque il movimento «Non uccidere». Anche Papa Giovanni Paolo II chiese la grazia mentre, su iniziativa di Ivan Novelli e Paolo Pietrosanti, 2 milioni di firme vennero portate all'Onu per implorare clemenza. Fu il primo atto, tanti anni fa, di una battaglia internazionale sfociata nel 2007 nel voto dell'Assemblea Generale sulla moratoria delle esecuzioni. Cooper aveva terminato di scontare la sua pena appena due anni fa.

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