Politica 13 Aprile Apr 2015 1142 13 aprile 2015

Il riscatto di Hillary

La vita dell'ex first lady che si candida presidente. Sarebbe la prima donna alla Casa Bianca.

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<> on April 1, 2015 in New York City.

Non una volta. Non due. Molte di più. Hillary Clinton, che ha lanciato la sua campagna elettorale per le presidenziali Usa del 2016 per i Democratici, ha fatto tanti passi indietro nella sua lunga vita pubblica. Piccoli e grandi 'no' esemplari. Ma sofferti. Rinunce e silenzi pesanti, improvvisi stop. Scelte che sembravano la resa totale e che ora invece la stanno portando sulla soglia della Casa Bianca, se non addirittura al suo interno. E questa volta non come First Lady, ma come Presidente. Dagli anni dopo Yale allo scandalo Lewinsky, fino alla mancata candidatura nel 2008, quando la spuntò Obama, Hillary è sempre sembrata quella pronta a mettersi da parte. Ma chi la conosce bene l’ha sempre saputo.  Il suo era solo uno scansarsi più in là, non per arrendersi ma per prendere una rincorsa ancora più vincente.

Hillary Clinton negli Anni 70.

Courtesy of Wellesley College Archives/Photo by Stimmell

IL PRIMO IMPORTANTE 'NO'
La prima sofferta rinuncia arrivò nei primi Anni 70. Hillary Clinton, allora solo Hillary Rodham, disse 'no' a una sicura carriera a Washington tra le file dei Democratici. A DC era arrivata come consulente legale della commissione per l’impeachment dell’allora presidente Nixon. Laurea al Wellesley College, specializzazione in legge a Yale, ancora studentessa Hillary era già finita sulle pagine di Life, ed era stata ospite di molte trasmissioni tivù dopo il suo discorso come rappresentante degli studenti, alla cerimonia di laurea, salutato con sette minuti di applausi. Precisa, preparata, mai banale: per i vertici del partito Democratico quella Hillary Rodham aveva le carte in regola per arrivare molto in alto. Lei invece decise di dire 'sì' a quel Bill Clinton, al suo fianco dai tempi di Yale, che le aveva più volte chiesto di sposarlo.

Hillary col marito Bill Clinton nel marzo 1992 dopo la vittoria alle primarie nello stato dell'Illinois.

AFP/Getty Images - 2003 AFP

ADDIO ALLA POLITICA PER STARE AL FIANCO DEI MINORI
E così Hillary accantonò la sua vocazione politica, dedicandosiall’avvocatura. Anche da sposata mantenne il suo cognome Rodham impegnandosi per i diritti dei minori e delle donne. E intanto, nel 1980, diventò mamma di Chelsea. Nel frattempo il marito era general attorney dell’Arkansas, quindi per due volte è stato eletto Governatore dello stesso Stato. Nell'ombra Hillary ampliava la sua attività professionale. Ma Washington DC chiamò. Diventò First Lady nel 1993, dopo le elezioni del 1992.  E fu la prima ad avere un suo ufficio operativo nella West Wing e anche un vero e proprio incarico. Bill Clinton l’aveva detto: «Eleggendo me, votate 1 e avrete 2».  E a lei affidò una storica riforma sanitaria che però non divenne mai legge.

Bill Clinton e Monica Lewinski con la quale l'ex presidente degli Stati Uniti ebbe una relazione quando la giovane ragazza lavorava nel Dipartimento interno della Casa Bianca.

IL CASO LEWINSKY
Fu durante il secondo mandato del marito che Hillary dovette affrontare la prova più dura. Come donna e come moglie. Ma anche come madre e come politica con una carriera personale ancora tutta la realizzare. Scoppiò il caso Lewinsky, il marito negò l’affair. Ma le prove fecero emergere un’altra verità. La First Lady parlò prima di una 'cospirazione della destra'. Poi, di fronte alle nuove rivelazioni, rettificò con poche parole. Quindi si chiuse in un silenzio misuratissimo. Proprio quando, invece, avrebbe voluto urlare. E pubblicamente ribadì solo il suo amore per Bill e per la loro famiglia. Anche a distanza di anni lo ha scritto e riscritto nei suoi molti libri: «Nessuno mi capisce meglio e nessuno mi fa ridere come Bill».

Hillary venne eletta in Senato per lo Stato di New York nel 2001.

AFP/Getty Images

SEGRETARIO DI STATO DOPO LA SCONFITTA CONTRO OBAMA
Dopo due anni, ecco che per una volta Hillary non si fece da parte, ma decise di accelerare. Nel 2000 fu la prima First Lady uscente a correre per un posto al Senato per lo Stato di New York. Venne eletta e nel 2006 arrivò la riconferma. Un anno dopo - qualcuno disse che ci pensava già dal 2003 (o chissà, forse proprio dagli Anni 70) - iniziò a studiare la sua corsa per la Casa Bianca. Ma nel 2008 si dovette arrendere alle primarie: Barack Obama era imbattibile. Hillary ancora una volta dovette compiere un passo indietro, che la portò però a diventare Segretario di Stato. Per quasi quattro anni Hillary è salita e scesa dagli aerei in giro per tutto il mondo, occupandosi di politica estera a nome degli Usa, e conquistando anche i complimenti di uno storico (e super repubblicano) altro Segretario di Stato, Henry Kissinger.

La copertina del libro 'Hard Choices' uscito nel 2014.

IRONICA VERSO LA STAMPA
Nel 2013 rifiutò la riconferma nell’esecutivo Obama. Qualcuno dice per risolvere dei temporanei problemi di salute. Qualcun altro assicura che è a quel punto che è partita la macchina di Ready for Hillary. A maggio del 2014 è uscito il libro Hard Choices, memorie rivelatrici dei suoi anni a Foggy Bottom. E tra le molte pagine dedicate alle sue fatiche e ai suoi successi diplomatici, non manca una certa ironia verso la stampa. «Come Segretario di Stato – si legge - ho viaggiato in 112 paesi del mondo. Eppure, quasi quasi, si parla solo della mia pettinatura».  Ma che alla stampa (soprattutto americana) piaccia o meno, Hillary, a 68 anni, è pronta. E questa volta non vuole certo farsi fermare da un altro candidato democratico. Elizabeth Warren, l’altra possibile candidata del suo partito, è avvisata. Joe Biden, attuale vice di Obama, sembra già aver capito. Resta da capire solo su quale nome punteranno i Repubblicani.

Alcuni adesivi della campagna elettorale di Hillary Clinton in vista delle presidenziali Usa del 2016.

Spencer Platt - 2015 Getty Images

LA PROMESSA ALLE DONNE
Le donne americane sembrano essere già tutte con lei. La parità dei diritti fra sessi è sempre stato il suo primo impegno, assieme alla tutela dei minori. Il Washington Post si chiedeva: «Perché Hillary vuole la Casa Bianca?». La risposta è forse in quella frase che ripete spesso. Una frase che ora sembra una promessa. «Le donne anche in America sono ancora bloccate da un tetto di vetro che impedisce loro di arrivare ai massimi livelli. A queste donne e a questa America serve un campione, e io sono pronta a essere il loro campione». Una donna come Presidente degli Usa. Per frantumare, una volta per tutte, quell’invisibile ma soffocante tetto di vetro.

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