Storie 7 Aprile Apr 2015 1149 07 aprile 2015

Gabriela, poetessa autodidatta

Chi è la Mistral, autrice sudamericana celebrata dal doodle di Google a 126 anni dalla sua nascita.

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Gabriela Mistral

Era il 7 aprile 1889 quando in Cile, a Vicuña, con il nome di Lucila Godoy Alcayaga, veniva al mondo Gabriela Mistral. Sono passati 126 anni dalla nascita dell'unica autrice sudamericana a vincere il Nobel per la letteratura. Era il 1945. E il 7 aprile 2015 Google l'ha celebrata con tramite un doodle ad hoc.

HA INIZIATO A SCRIVERE DA BAMBINA
Figlia di un poeta, Gabriela ha iniziato a scrivere fin da piccola. Da autodidatta visto che la sua famiglia era povera. Le prime pubblicazione sui giornali locali però non si sono fatte attendere a lungo. La prima quando aveva solo 15 anni. Già sotto pseudonimo.  Sulla scelta del nome con cui divenne famosa, Gabriela Mistral, ci sono versioni che lo legano a quello dei poeti Gabriele D’Annunzio e Frédéric Mistral, e altre che citano l’arcangelo Gabriele e il vento di Mistral. Cominciò comunque a usarlo dopo i 25 anni e dopo avere vinto un importante premio di poesia nazionale.

HA VISSUTO ANCHE IN ITALIA
Nel frattempo aveva cominciato a occuparsi dei diritti delle donne, dei temi dell’insegnamento e dell’educazione. E soprattutto a insegnare nelle scuole elementari di campagna dell’estremo Sud. Gabriela fu quindi nominata preside di una scuola a Punta Arenas, e poi, nel 1920, preside di un importante liceo di Santiago. Poi passò due anni in Messico per un progetto di riforma scolastica. E da quel momento cominciò a viaggiare nel mondo: dopo essere tornata in Cile, dove ottenne importanti riconoscimenti accademici, pur non avendo ancora 40 anni, si spostò prima a Parigi e poi in Italia (dove, come in molte altre città, fu console onorario a Napoli e a Rapallo) e in Spagna.

LE SUE OPERE
Ha pubblicato diverse raccolte di poesie: Sonetos de la muerte (1914, Sonetti della morte) dopo il suicidio del suo fidanzato, Desolación (1922, Desolazione) pubblicato a New York, che la rese famosa, seguirono Ternura (1924, Tenerezza), canti per l’infanzia e Tala (1938, Distruzione). Tra le opere in prosa: Lecturas para mujeres (1923) dedicato alla maternità e alla cura dell’infanzia, Recados, Contando a Chile (1957).

IL NOBEL NEL 1945
E poi, quando Gabriela aveva 56 anni, è arrivato il premio Nobel nel 1945. «La sua poesia lirica che, ispirata da forti emozioni, ha reso il suo nome un simbolo delle aspirazioni di tutto il mondo latino-americano», fu la motivazione. Passò gli ultimi anni della sua vita negli Stati Uniti, dove morì a New York nel 1957, per un cancro al pancreas. Il Cile dichiarò tre giorni di lutto. Nonostante il rapporto con il Paese fu molto complicato. Gabriela infatti fu poco amata dalle élite per la sua mancata formazione accademica. In realtà la sua sfida e i suoi versi furono ben altro: cantò la libertà, il popolo, il suo essere lesbica (esiste un lungo carteggio, che copre il periodo tra il 1948 e il 1956, tra lei e Doris Dana, sua collaboratrice, complice e suo amore). Mistral parlò di panamericanismo con quasi cinquant’anni di anticipo, lavorò sulla dichiarazione dei diritti dei bambini all’ONU, fu antifascista e sospettosa del comunismo.

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