Dai social 11 Marzo Mar 2015 1200 11 marzo 2015

Paladina dell'acne

Melissa P risponde a quelli che, durante l'Isola dei famosi, l'hanno attaccata per i brufoli.

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Melissa P in un'immagine postata sul suo profilo Facebook.

Sull'Isola dei famosi non si è certo distinta. Come forse ci si sarebbe aspettati. O forse è quello che i montaggi ci hanno voluto far credere. Sui social, ma anche in tivù, di Melissa P si è parlato soprattutto dei suoi brufoli. E, una volta tornata a casa, l'autrice di 100 colpi di spazzola ha voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Tramite la sua pagina Facebook. «Per tutta la durata del gioco, i social hanno preferito sorvolare sulle mie attività sull'Isola, concentrandosi tantissimo sui miei brufoli. Io ho l'acne dall'età di dieci anni. Ora che ne ho 29, posso dire di aver speso gran parte della mia vita in compagnia dei brufoli. Uno dei motivi che mi hanno spinto a partecipare al reality è stato quello di mostrare i miei crateri e le mie cicatrici all'Italia intera, convinta che esibire la propria vulnerabilità e la propria vergogna sia il primo passo verso la guarigione», ha scritto.

L'ACNE È UNA MALATTIA
Melissa ci ha tenuto ha precisare come la malattia abbia anche un carattere psicologico: «L'esplosione dei brufoli non ha origini solo ormonali e alimentari. Più ci si vergogna dei bubboni, più quelli vengono fuori implacabili. Più li copri, più loro faranno di tutto per farsi notare», ha spiegato lei dicendo di avere provato qualsiasi cura. Il rimedio? Secondo la scrittrice è accettarli.  «Adesso posso andare al supermercato senza fondotinta, ormai sono sputtanatissima, libera di avere tutti i brufoli che voglio senza dovermi nascondere». Le battute e le cattiverie non la feriscono più. «Ma mi fanno pensare che la gente è probabilmente molto confusa: le rughe sono il grande terrore del secolo, quindi ispirano misericordia e dolcezza. L'acne invece no. È come se chi ha l'acne se la sia, in qualche modo, cercata. Non la vedono come una malattia, ma come un'onta di cui liberarsi». D'altronde, secondo Melissa, è facile attaccare chi ha i brufoli: «Perché chi ne soffre dà l'idea di essere un adolescente e si sa quanto gli adulti si sentano in diritto di criticare e attaccare i teenager».

UN TABÙ IN TIVÙ
Il lungo post si conclude con un'ultima riflessione. Che riguarda il mondo della pubblicità: «Anche gli spot sono razzisti: le creme contro le rughe gettonatissime, quelle contro i brufoli vanno solo in fascia protetta, che sennò i bambini piangono. Un tabù. Una maledizione».
Infine un pensiero Cristina Buccino che durante la puntata del 9 marzo è stata insultata sui social per lo stesso motivo: «Sapete tutti che con lei non ho un rapporto idilliaco, ma vorrei dirle di camminare a testa alta, senza nascondersi dietro il ciuffo di capelli o dietro la scusa dei mosquitos».

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