Cinema 13 Gennaio Gen 2015 1150 13 gennaio 2015

«Fellini? Misogino affamato di sesso»

Il giudizio spietato di Anita Ekberg sul regista di cui fu la musa.

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Fellini-Ekberg-Getty

Federico Fellini e Anita Ekberg.

Anita Ekberg era la musa di Federico Fellini. Ma lei non lo stimava granché. Per lo meno dal punto di vista umano. L'attrice scomparsa l'11 gennaio in un colloquio pubblicato sul Corriere della Sera accusava il regista di misoginia e provincialismo. Chiaramente dopo aver strappato alla giornalista Emilia Costantini di pubblicare l'intervista «quando sarò morta».

«FELLINI ERA UN DESPOTA CHE NON RISPETTAVA LE DONNE»
Secondo Anita Fellini era solo apparentemente gentile: «In realtà era un despota. Era un tipo molto esigente quando dirigeva, incline a improvvisi attacchi d'ira. Sul set era un padrone assoluto», ha confessato  l'attrice famosa per non avere peli sulla lingua. E ancora: «Non aveva rispetto delle donne. Era affamato di sesso e chiedeva prestazioni particolari. In verità era stato attirato non tanto dalla mia anima, che avevo e che ho, ma dal mio seno». Anita ha poi definito Fellini un uomo «irrazionale fissato con machi e veggenti, come una donnetta, diciamola tutta: era un provinciale».

«ERA INVIDIOSO DEGLI ALTRI REGISTI»
Inoltre la famosa scena nella fontana di Trevi non sarebbe proprio tutta farina del sacco del regista: «Forse deve più lui a me che io a lui. Fellini era uno che carpiva idee agli altri, persino all'ultimo dei macchinisti». E poi era invidioso degli altri registi: «Parlava male di tutti. Ricordo che aveva parole sprezzanti per Rossellini e Antonioni».

«ERA FALSO»
Insomma un'intervista al vetriolo. E sapendo che non aveva più nulla da perdere, Anita ha concluso con il carico da 90: «Quello che mi dava fastidio è che lui era falso. Voleva apparire diverso da ciò che era, non era coerente».

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