Paladine 7 Gennaio Gen 2015 1523 07 gennaio 2015

La nuova battaglia di Amal

La signora Clooney è tornata al lavoro. Da Assange ai fregi di Atene, i casi che ha affrontato.

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Amal Alamuddin Clooney Advises On Return Of Parthenon Marbles

Amal Alamuddin si è laureata al St.Hugh's College della Oxford University.

Pool - 2014 Getty Images

Nel 2014 è scesa in campo per chiedere ufficialmente a Londra di restituire alla Grecia i fregi del Partnenone. Pima si era distinta per aver alzato la voce contro gli stupri in guerra. Adesso Amal Alamuddin è nuovamente tornata al lavoro. Con un obiettivo importante quanto difficile da realizzare: cambiare la cultura legislativa del mondo islamico. Almeno di quello egiziano. Perchè la moglie di George Clooney, professione avvocato specializzato in diritti umani, ha apertamente criticato il sistema giudiziario del Paese e per questo ha anche rischiato l'arresto. Non contenta ha deciso di difendere in prima persona Peter Greste, Baher Mohamed e Fahmy, i tre giornalisti dell'emittente televisiva Al-Jazeera detenuti al Cairo con l'accusa di aver fatto circolare notizie false, e senza alcuna prova, sul conto dei Fratelli Musulmani, la comunità di cui ha fatto parte anche l’ex presidente Morsi.
PALADINA DEI DIRITTI
Amal, sposata dallo scorso 27 settembre con il divo americano e per questo perennemente sotto i riflettori, ha pubblicamente messo in luce le falle del sistema giudiziario egiziano. Un evento più unico che raro, specialmente se a sollevare tali critiche è una donna, anche lei musulmana, di origini libanesi. Ma Amal non teme le conseguenze delle sue azioni. Lei, cresciuta e istruita in Gran Bretagna, ha perfettamente assimilato la cultura occidentale, e non ha alcuna paura di affrontare a viso aperto i giudici egiziani. Del resto, il suo coraggio lo ha già dimostrato in passato. Trasformandosi in paladina dei diritti in diverse occasioni.

Juliane Assange.

EPA - ANSA

HA DIFESO ASSANGE
Amal è diventata nota alla cronaca giudiziaria come avvocato di punta del Doughty Street Chambers, uno degli studi legali più quotati di Londra. Il suo cliente più celebre è stato Julian Assange, il papà di Wikileaks. Nata a Beirut da madre giornalista, Amal parla perfettamente tre lingue - arabo, francese e inglese – e si è laureata al St.Hugh's College della Oxford University. Poi si è specializzata a New York dove ha fatto la sua gavetta nello studio legale Sullivan&Cromwell. Infine è tornata in Gran Bretagna, dove ha proseguito la sua carriera folgorante.

Julia Timoshenko.

ANSA - ANSA

DA MILOSEVIC ALLA TIMOSHENKO
Dopo aver difeso Assange, Amal si è occupata di casi internazionali di prim'ordine: dal processo al leader serbo Slobodan Milosevic fino al caso del primo ministro dell'Ucraina, Yulia Timoshenko.

Uno dei fregi del Partenone di Atene.

A FIANCO DELLA GRECIA PER LA RESTITUZIONE DEI FREGI
Con il matrimonio non ha certo perso colpi. Subito dopo le nozze con Clonney ha cominciato la sua battaglia affinché i famosissimi fregi del Partnenone di Atene, adesso custuditi nel British Museum di Londra, siano restituiti alla Grecia. Il Paese ha intrapreso una dura battaglia legale contro Sua Maestà per riavere indietro le opere, sottratte nel lontano 1803, e guarda caso è stata proprio Amal a essere investita della questione, carissima anche a suo marito.

Amal Alamuddin al summit londinese sugli stupri di guerra.

Eamonn M. McCormack - 2014 Getty Images

CONTRO GLI STUPRI DI GUERRA
Ma non finisce qui: il super avvocato si è anche pubblicamente scagliata contro gli stupri di guerra. Insieme ad altri vip (fra i quali Angelina Jolie e Brad Pitt) Amal lo scorso giugno ha partecipato al summit londinese su questo spinoso argomento. In qualità di esperta in diritti umani, la signora Clooney si è unita al dibattito sperando, con la sua voce competente ma anche popolare, di sollevare il velo di omertà che troppo spesso mette in pericolo le donne.
Adesso, però, per lei è arrivato il tempo di una nuova battaglia. In terra egiziana. E c'è da scommettere che con il suo carattere forte e volitivo darà filo da torcere ai giudici del Cairo.

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