Il fenomeno 18 Dicembre Dic 2014 1130 18 dicembre 2014

Mamme single come Miranda

Il numero delle famiglie in cui c'è solo un genitore è in crescita. Si può comunque essere felici.

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La modella Miranda Kerr. Il suo matrimonio con Orlando Bloom è durato 3 anni.

Getty Images - 2014 Getty Images

Chi lo dice che per essere felici bisogna per forza essere in coppia? Perchè nelle geometrie variabili delle famiglie di oggi, piccolo è bello. Lo pensa anche anche Miranda Kerr, che in un'intervista a InStyle Australia ha rivelato di essere single, «molto single». E soprattutto «felice di esserlo». Perchè, a poco più di un anno dalla fine del matrimonio con Orlando Bloom, la modella è concentrata solo sul figlio Flynn, che ha tre anni, e sul lavoro e sul figlio. E così la pensa anche il suo ex, dopo i flirt estivi.
DA HOLLYWOOD ALL'ITALIA
In fondo Orlando e Miranda si inseriscono in un trend che è in continua crescita. A Hollywood le mamme-single (quelle di ritorno, dopo una separazione, come JLo, e quelle per scelta, come Rosario Dawson) non si contano più. A portare alta la bandiera delle famiglie ristrette in Italia c'è invece Gianna Nannini che, con orgoglio, si è definita «una mamma rock».
IL 16% DELLE FAMIGLIE ITALIANE
Ma anche tra i comuni mortali di ‘piccole famiglie’ ce ne sono sempre più. Quante? Secondo gli ultimi dati Istat sono 4 milioni i nuclei composti da un solo genitore con figli a carico: il 16% del totale.
GENITORI SINGLE, L'UNIONE FA LA FORZA
Eppure c’è ancora molto da lavorare per far capire a tutti che «le famiglie non hanno mica una taglia unica». Così a Milano, un gruppo di genitori single ha deciso di rimboccarsi le maniche e ha creato il progetto Smallfamilies, un’associazione che offre informazioni utili (dal supporto psicologico a quello legale) e fa da bussola per orientarsi meglio tra i servizi pubblici a disposizione.
UN EBOOK RACCONTA IL NATALE DELLE SMALLFAMILIES
Sono tanti i motivi per cui nascono le smallfamilies. Separazione, divorzio, vedovanza, uno dei due partner che rifiuta di essere coinvolto nella crescita dei figli, per scelta. Duro? Triste? Talvolta.
Lo spiega un ebook intitolato Natale in famiglie a geometria variabile, pubblicato in versione digitale e cartacea Cinquesensi editore. Si tratta di un’antologia di racconti sulla festa ‘più familiare’ (e più difficile da gestire) dell’anno, commissionati dall’associazione a persone comuni e a personaggi noti come Claudio Bisio, Pietro Chiambretti, Lella Costa, Benedetta Tobagi.

Nel video l’associazione Smallfamilies spiega come si vive dentro una ‘famiglia piccola’.

GLI EFFETTI COLLATERALI
Certo vivere in una smallfamily ha i suoi effetti collaterali. Che Raethia Corsini, 53 anni, milanese, esperta di comunicazione ha elencato a Letteradonna.it.
1. DOLORE: se non è una scelta, è sempre frutto di una storia di amore che finisce o che viene spezzata e la fase di dolore da gestire agli inizi è notevole.
2. ISOLAMENTO: il cambiamento nell’assetto di coppia muta anche le relazioni con gli altri. L’allontanamento dagli amici che si frequentavano prima della separazione può essere un problema e provoca, specie all’inizio, un profondo senso di solitudine.
3.  DIVERSITÀ: c’è sempre la sensazione di essere percepiti in modo strano. È vero: non esiste quasi più lo stigma sociale di un tempo, ma in alcune realtà, specie in provincia, è ancora duro essere un genitore-single.
4. DEFICIT ECONOMICO: una famiglia monoparentale è quasi sempre monoreddito e non sempre esistono adeguate agevolazioni per il sostentamento dei figli
5. DOPPIA RESPONSABILITÀ:  nei casi di partner completamente assente, il carico della formazione, dell’educazione e delle scelte sui figli è tutto sulle spalle di un solo genitore, che spesso si sente sopraffatto dal fatto di non poter condividere la responsabilità o confrontarsi sulle decisioni prese.

I VANTAGGI
Ma ci sono anche dei vantaggi («reali o potenziali», dice Raethia Corsini) che chi vive in una smallfamily riconosce:
1. MENO CONFLITTI: una volta che la smallfamily si è assestata, questo in genere produce un clima più rilassato. I figli non devono più assistere a litigi o tensioni tra genitori che convivevano, non amandosi più, sotto lo stesso tetto.
2. CONDIVISIONE: le smallfamilies tendono, all’inizio magari solo per necessità pratiche poi anche per piacere, ad aprirsi a nuove relazioni, a fare rete: amici, vicini di casa, altre famiglie (monoparentali o tradizionali) diventano componenti importanti di questa nuova geometria familiare.
3. MIGLIOR RAPPORTO DI COPPIA: quando gli animi tra gli ex si sono stemperati e ci si concentra sui figli, l’assetto della smallfamily è di stimolo per essere una ‘ex coppia’ migliore.
4. MIGLIOR RAPPORTO CON I FIGLI: questo di solito capita ai papà che riscoprono, nel caso dell’affido condiviso, momenti in cui stare insieme da soli e a lungo con i propri figli.
5. MAGGIOR LIBERTÀ: a maggiori responsabilità e a meno tempo a disposizione per se stessi fa da contrappasso la piacevole sensazione di libertà, anche nelle piccole scelte e decisioni di ogni giorno.

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