La guida 27 Novembre Nov 2014 1148 27 novembre 2014

Jobs Act per signorine

Maternità, contratto, orari flessibili. Come Renzi cambia il lavoro in 9 punti.

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donne lavoro

La prova del nove è a gennaio 2015, quando le nuove disposizioni sul lavoro contenute nel Jobs Act entreranno in vigore, dopo l’approvazione del provvedimento in Parlamento e soprattutto i decreti attuativi, necessari a renderlo funzionante. Il premier Matteo Renzi ha promesso entro dicembre i più urgenti, mentre gli altri dovrebbero arrivare entro sei mesi.
Sono questi ultimi a garantire la «conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro» promessa nel testo di legge, dedicata a favorire l’occupazione femminile ed estendere le tutele per tutte le lavoratrici. Del resto, in Italia le donne che lavorano sono ancora troppo poche: al il 46,6%, oltre dieci punti sotto la media Ue che è del 58,8%. Il Jobs Act cambia davvero le cose? O come dice Renzi #cambiaverso? Non proprio, secondo l'analisi di Letteradonna.it. Ma le novità ci sono. Ecco una guida ragionata.

Il Jobs Act di Metteo Renzi vuole cambiare le regole del lavoro da gennaio 2015.

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1. MATERNITA’ PER TUTTE
Il punto forse più interessante per le donne è quello che riguarda la maternità: il provvedimento ne prevede l’estensione anche alle lavoratrici parasubordinate. L’Inps dovrà provvedere anche a quelle cui il datore di lavoro non ha versato contributi.

2. MENO TASSE
Nel Jobs act trova posto il credito d’imposta per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori o disabili non autosufficienti e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito individuale complessivo, che sarà indicata nei provvedimenti successivi. Cosa significa? Si risparmia sulle tasse, ma ancora non si sa quanto.

3. FERIE IN REGALO
Il Jobs Act prevede la possibilità per i dipendenti della stessa azienda, di ore o giorni di riposo spettanti e non usufruiti al genitore di un figlio minore che abbia bisogno di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute. In pratica, introduce lo sharing delle ferie secondo una logica solidale.

4. ORARI FLESSIBILI
Per venire incontro alle mamme il Governo ha pensato di specificare la necessità di incentivare accordi collettivi per favorire la flessibilità dell’orario lavorativo l’impiego di premi di produttività: l’obiettivo è quello di conciliare il più possibile il ruolo dei genitori e l’assistenza a persone non autosufficienti con il lavoro. Come? Attraverso il ricorso al telelavoro, per esempio.

5. SERVIZI PER L’INFANZIA
Il provvedimento impegna il Governo ad adoperarsi per favorire l’integrazione dell’offerta di servizi per l’infanzia forniti dalle aziende nel sistema pubblico – privato dei servizi alla persona, anche mediante la promozione dell’utilizzo ottimale di tali servizi da parte dei lavoratori e dei cittadini residenti nel territorio in cui sono attivi. Il vero problema è che la disponibilità di asili nido, in alcune zone del paese, è ancora praticamente un miraggio.

6. CONGEDI PARENTALI
Innanzitutto il Governo si propone di fare il punto sulle disposizioni già esistenti in termini di maternità e paternità, per avviare poi la revisione necessaria a garantire una maggiore flessibilità e favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Senza oneri per la finanza pubblica, dovrà essere esteso ai dipendenti PA il riconoscimento della possibilità di fruizione dei congedi parentali in modo frazionato, così da conciliare vita privata e lavoro nel miglior modo possibile.

7. CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI
Uno dei punti su cui Renzi ha maggiormente insistito è la riduzione del precariato attraverso la riduzione della moltitudine di forme contrattuali che sinora hanno caratterizzato il mercato del lavoro italiano. Arriva, in sostituzione, il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che potrà essere applicato solo ai nuovi assunti.
Garantirà il diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi solo per quelli nulli e discriminatori, ma anche per specifiche fattispecie di quelli disciplinari, che saranno indicate nei decreti attuativi. Negli altri casi ai lavoratori spetterà solo un indennizzo economico

8. RAZIONALIZZAZIONE DEGLI INCENTIVI
Il Jobs Act si propone di imodulare gli incentivi attualmente frammentari e disomogenei in base ad un’analisi statistica sulle probabilità di occupazione. Il testo prevede che la Cassa integrazione guadagni sia attivata solo dopo aver esaurito tutte le possibilità di riduzione dell’orario di lavoro, privilegiando quindi i contratti di solidarietà. L’Aspi sarà estesa anche ai lavoratori atipici, come i co.co.co, rappportandola con la storia contributiva del lavoratore. Saranno razionalizzati gli incentivi all’assunzione in base alla probabilità di trovare occupazione da parte del lavoratore e quelli all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità.

9. AGENZIA PER L’IMPIEGO
Sarà istituita a costo zero l’ agenzia nazionale per l'occupazione, partecipata da Stato, Regioni e Province autonome, vigilata dal ministero del Lavoro, che avrà competenze gestionali in materia di servizi per l'impiego, politiche attive e Aspi. Dovrà valorizzare la sinergia tra pubblico e privato, per favorire l’incontro tra la domanda e dell’offerta di lavoro.

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