Manie 12 Novembre Nov 2014 1547 12 novembre 2014

Mamma voglio il tablet

Addio alla fantasia. Il gioco piace soltanto se è online. Questione di abitudini.

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bambini tablet

Fin dalla culla. I nativi digitali familiarizzano con il tablet prima ancora di imparare a camminare.

Getty Images/iStockphoto

In Inghilterra i tablet stanno diventando il giocattolo più diffuso e hanno battuto peluche e bamboline. A sostenerlo è un’indagine condotta da Ofcom, il garante inglese per i media e le telecomunicazioni, secondo la quale più di un terzo dei ragazzi sotto i quindici anni possiede una tavoletta e la usa per ricerche su Internet o anche semplicemente come schermo da tenere in camera, al posto della televisione.
Lo studio sottolinea che la proporzione dei bambini che usano un tablet di loro proprietà (senza quindi rubare quello dei genitori) è passata dal 19% del 2013 al 34% del 2014. In generale, poi, oltre sei bambini su dieci adesso utilizzano un tablet a casa, e questo significa il 50% in più rispetto all’anno precedente.

IL NUMERO DEI RAGAZZI TRA 5 E 15 ANNI CON TABLET È RADDOPPIATO NEL 2014
Il numero dei bambini tra i 5 e i 15 anni che sfruttando questo dispositivo per andare on line, poi, in Inghilterra è raddoppiato nel giro di dodici mesi. Molti gli utilizzi della tavoletta, chiariti nel dettaglio dai dati di Ofcom: il 30% dei ragazzi ci gioca, il 20% guarda la televisione e il 33% utilizza lo strumento per seguire trasmissioni on-demand. Anche i social media giocano un ruolo importante in questa diffusione, visto che il 71% dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni ammette di avere un profilo Facebook o Twitter e di usarlo quotidianamente.

IL 20% DEI RAGAZZI ITALIANI ACCEDE CON UN TAP TUTTI I GIORNI
Un quadro che ha molte analogie con quello italiano, come precisa la ricerca Net children go mobile, coordinata da Claudia Mascheroni dell’Università Cattolica di Milano e presentata a Bruxelles. Condotta su migliaia di bambini tra i 9 e i 16 anni tra il 2010 e 2013 in cinque Paesi europei (oltre all’Italia e alla Gran Bretagna, anche la Danimarca, la Romania e l’Irlanda), l’indagine rivela che il 51% dei ragazzi tra i 9 e i 16 anni utenti di Internet possiede uno smartphone e il 45% lo usa quotidianamente per andare on line.
Il 20%, invece, può contare su un tablet e il 23% lo usa per accedere a Internet tutti i giorni. Percentuali che salgono ancora se si considera la fascia degli adolescenti: il 65% dei ragazzi e delle ragazze può infatti navigare sul Web con un tap.

IL LIBRO SI LEGGE SUI DEVICE
In Italia, del resto, un’analisi eseguita nel 2013 dal Digital Lab del salone del libro di Torino su 800 bambini tra i 3 e i 16 anni sottolineava come la metà di essi avesse già interagito con un tablet. Per il 48% era stato un gioco da ragazzi, per il 49% si era rivelato facile, e solo il 3% aveva avuto dei problemi.
Segno che la generazione digitale sta diventando una realtà anche nel nostro paese e non solo negli Stati Uniti, dove una ricerca promossa da Common Sense Media, organizzazione no profit di San Francisco che si occupa di bambini e famiglie, già lo scorso anno aveva stabilito che un bambino su 5 aveva avuto accesso a un tablet o a uno smartphone prima ancora dei due anni, cioè prima di parlare in modo compiuto, mentre sotto gli 8 anni erano circa il 72 per cento i bimbi che si destreggiavano tra app e download.
Per questa ragione Jim Steiner, amministratore delegato di Common Sense Media, aveva parlato del trionfo della generazione digitale. Che, tenendo conto dei dati di Inghilterra e Italia, è una realtà anche in Europa.
Computer e tablet spesso vengono utilizzate dai genitori quasi fossero dei  baby sitting o, secondo la definizione coniata da alcuni esperti, come strumenti di distrazione di massa.

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