Storie 2 Novembre Nov 2014 0900 02 novembre 2014

Meglio sui tetti che in ufficio

Hanno abbandonato professioni impiegatizie per andare sui tetti. Con una cosa in mente: libertà.

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2012 - 2

Francesca Carnati all'opera.

Una vive in provincia di Verbania, l'altra di Monza Brianza. Una ha 56 anni, l'altra 34. Una ha lasciato un precariato senza fine, l'altra ha detto addio a un lavoro a tempo indeterminato.
Sono diversissime Manuela Milani e Francesca Carnati, ma una cosa in comune ce l'hanno: sono due donne spazzacamino.
Una vera e propria rarità nel nostro Paese, dove in totale le signore che si arrampicano sui tetti per pulire le canne fumarie sono solo quattro. E tutte soddisfatte del loro lavoro che non cambierebbero per nulla al mondo.
DA INSEGNANTE PRECARIA A SPAZZACAMINO
Manuela è stata per molti anni un'insegnante precaria, una supplente delle scuole materne che non è mai riuscita a stabilizzarsi. Così, a 30 anni suonati, ha deciso di unirsi alla ditta di famiglia. Ha indossato la tuta e ha passato i successivi 27 anni a girare per le case della provincia di Verbania. A mettere in sicurezza i camini. A Letteradonna.it ha detto: «Ho lasciato la vita da precaria perché non ce la facevo più. Quando sento il premier Renzi dire che il posto fisso è morto mi arrabbio tantissimo. Il posto fisso è importante: dà serenità, permette di programmare, aiuta a sentirsi utili, se non indispnesabili, per l'azienda nella quale si lavora. Oggi invece tutto è precario, dal lavoro ai sentimenti. Non è giusto». Anche se ci tiene a precisare che «i giovani non hanno molta voglia di sacrificarsi, è anche per questo che non trovano lavoro. In pochissimi, per esempio, vogliono fare gli spazzacamino. C'è da sporcarsi le mani, c'è da stare fuori i giorni festivi. Mentre è molto più comodo passare il tempo dietro una scrivania».
NESSUN RIMPIANTO
Lei quella scrivania, precaria, l'ha lasciata. E oggi non si pente: «Faccio questo lavoro con passione e mi rendo conto di quanto sia utile per gli altri».
SUI TETTI MEGLIO CHE IN UFFICIO
Anche Francesca è felicissima della sua nuova vita, che ha scelto abbandonando un lavoro a tempo indeterminato come analista contabile. Lo ha fatto per amore, per seguire il sogno del suo fidanzato Marco. Adesso ha 34 anni, vive ad Arcore nella provincia di Monza Brianza e non si è mai pentita della scelta fatta. «Adoro questo lavoro, nonostante a volte sia un po' sacrificante. Ma in fondo non è così diverso da tante altre occupazioni. Chi lavora in fabbrica non fa meno sacrifici di me», ha detto.
Lei è l'unica iscritta all'Associazione nazionale fumisti e spazzacamini. «Ho tantissime soddisfazioni. I miei clienti mi dimostrano di apprezzare il mio lavoro passando il nominativo ai loro amici. Ci appoggiamo molto sul passaparola e da quello ci rendiamo conto che lavoriamo bene», ha aggiunto.
UN LAVORO STAGIONALE CHE NON ARRICCHISCE
Gli affari vanno abbastanza bene, anche se con la crisi e la burocrazia c'è poco da scherzare. «Si tratta di un lavoro stagionale, che di certo non arricchisce. Qualche volta facciamo fatica a far quadrare i conti, ma ormai faccio questo mestiere da cinque anni e non tornerei mai al mio posto fisso. Continuo a tenere la contabilità della mia ditta e sono felice così».
LE DIFFICOLTÁ NON MANCANO
Nonostante qualche difficoltà: «Per una donna, che ha meno forza di un uomo, a volte è difficile pulire i comignoli. Ma io non mi arrendo mai. All'inizio mi stupivo di quello che trovavo nelle canne fumarie. Ma ormai penso di aver davvero visto tutto», ha proseguito. Per poi concludere:«Per arrivare fino qui ho frequentato una scuola e seguo sempre corsi di aggiornamento. E nonostante a volte i soldi siano pochi, non sento la mancanza dello stipendio fisso, delle ferie, delle malattie pagate e della tredicesima. Sono molto più felice così».

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