COMPAGNE DI VITA 15 Febbraio Feb 2013 1310 15 febbraio 2013

Franca, le ali di Mimmo

Determinata. Paziente. Intelligente. Ritratto della moglie di Modugno.

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franca gandolfi col francobollo 'Nel blu dipinto di blu'

Franca Modugno con uno dei tre figli.

ANSA - ANSA

Quando ha visto l'anteprima della fiction sulla storia di suo marito, Franca Gandolfi si è emozionata, ma ne è rimasta soddisfatta. A 19 anni dalla scomprasa  del grande Domenico Modugno un tributo in suo onore era doveroso. Perchè è stato un grande interprete della musica italiana, ma anche perché è stato un grande uomo con tutte le sue fragilità e debolezze. Con la sua sensibilità e la sua grande passione per la vita. La fiction è andata in onda lunedì 18 e martedì 19 febbraio subito dopo la fine di Sanremo che tanta fortuna ha portato a Mimmo, un ragazzo partito dalla provincia profonda del Sud e che con capacità e carattere ha realizzato il suo sogno. Grazie anche alla pazienza e alla solidarietà della moglie Franca,  donna di rara intelligenza che gli ha fatto da spalla  nelle difficoltà, ha sopportato tutte le sue scappatelle e alla fine lo ha perdonato.
LA RECITAZIONE COME COLLANTE
I due si conobbero da giovanissimi a Roma: studiavano recitazione al Centro Sperimentale. La Gandolfi rimase subito colpita da quel ragazzone esuberante. Ma all'inizio furono fuochi e fiamme: lui le faceva la corte, lei lo teneva a distanza. «Io ero una borghese, figlia di un colonnello e quindi ragionavo in maniera quadrata. Mimmo se n'era accorto e si divertiva a provocarmi», ha raccontato Franca in una intervista d'archivo al Corriere della sera. Poi però la passione tra i due ebbe la meglio e ci fu il primo bacio: «Un giorno mi invitò a fare una passeggiata a Villa Borghese e mi abbracciò . Era molto sfrontato e giocava a fare l' innamorato. In realtà era un inguaribile dongiovanni».
I TRADIMENTI E I PERDONI
I due si sposarono nel giugno del 1955. I primi anni furono durissimi: «Abitavamo in una casa piccolissima. Per risparmiare mangiavamo dai miei. Ma pur senza una lira, ci comprammo l'appartamento a suon di cambiali. Dopo il primo anno di vita in comune, la prima crisi». Franca sopportò tanti «cornetti»: Domenico era spesso via per lavoro e «gli piacevano tantissimo le donne e lui piaceva a loro». Ma anche la pazienza della giovane ebbe un limite: e all'ennessimo tradimento la Gandolfi mostrò durezza e chiese la separazione legale.
UNA MANAGER PER SPOSA
Ma la divisione non era nel loro destino e dopo tre mesi di corteggiamento disperato, Franca riprese il suo Mimmo. E rinunciò alla promettente carriera teatrale che aveva davanti a sé per seguire quella del marito. Fu lei la prima a sentire le note di Volare, in una notte tempestosa. «Mi usava come cavia, perché lui per giudicare una canzone voleva sentirla cantata e quindi sì, in un certo senso sono stata io la prima a eseguire Volare, ma ovviamente solo a casa, in privato», aveva raccontato, qualche anno fa, a La Repubblica. Ed è sempre stata lei la sua manager più fidata: «Io ci litigavo spesso. Quando una canzone non mi piaceva glielo dicevo, qualche volta l'ho convinto, altre no».
TRE FIGLI DALLA LORO UNIONE
Dalla loro unione travagliata ma intensa, nascquero tre figli: Marco, Marcello e Massimo. Tutti nomi che iniziano con  la lettera M: «Una fissazione che ha creato pasticci. Spesso i tre nomi si confondevano. Ma siccome lui lo chiamavano Mimì Modugno, era convinto che la doppia lettera uguale portasse fortuna», ha rivelato Franca che non ha mai mancato di precisare quanto Domenico si fosse riscattato ai suoi occhi come padre, non sempre presente ma molto affettuoso.
L'ICTUS E LA MALATTIA
E così dopo gli anni di pane, amore e fantasia, le difficoltà economiche e gli stenti, ma anche i successi e i traguardi raggiunti insieme, Franca e Mimmo hanno affrontato la prova più grande: la malattia di lui. Modugno fu colpito da un ictus, il 12 giugno 1984. Nelle parole della moglie la sua sofferenza: «All' inizio aveva solo pensieri di suicidio, poi è tornato a combattere. Forse era diventato più intimista e riflessivo. E io non ho compiuto nessun eroismo a stargli vicino». Domenico morì dieci anni dopo, il 6 agosto 1994 nella sua casa di Lampedusa, stroncato da un infarto all'età di 66 anni. «Era intelligente, mi ha dato molto», dice l'attrice del suo Mimmo. Una donna che ha dedicato la sua vita all' uomo che amava. Ma che quando guarda indietro, nonostante le difficoltà, non rimpiange nulla.

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