NEO CANDIDATA 28 Settembre Set 2012 1138 28 settembre 2012

GIOVANNA MARANO

La sindacalista dei metalmeccanici ora sfida la politica e si candida a governare la Sicilia.

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giovanna marano

Giovanna Marano, la sindacalista candidata da Sel, Idv, Verdi e Federazione della sinistra alla presidenza della regione Sicilia.

Prima donna a capo di una federazione difficile e storicamente maschile come la Fiom ( il sindacato dei lavoratori metalmeccanici), Giovanna Marano nel 2003 aveva preso il posto di Claudio Sabattini, leader storico della Fiom Cgil. Oggi, nove anni dopo, è candidata da Sel, Idv, Verdi e Federazione della sinistra alla presidenza della regione siciliana (dopo la rinuncia di Claudio Fava che avrebbe acquisito la residenza in Sicilia oltre il termine consentito dalla legge). La sindacalista 53enne è una non-politica che lancia la sfida ai politici di professione.
LA SUA STORIA PROFESSIONALE
Quando Giovanna Marano arrivò a capo dei metalmeccanici siciliani della Fiom il 13 ottobre 2003, disse che da Sabattini aveva «imparato da vicino come sia importante esercitare una capacità d'ascolto prima che d'azione. Con lui, durante la vertenza Fiat, ho imparato a stare ore e ore ai cancelli dello stabilimento per ascoltare gli operai e i delegati di fabbrica». Ha cominciato presto la Marano a riscaldare le platee degli operai del petrolchimico, nel 1999. E ancor prima, in veste di studentessa di estrazione cattolica, partecipava al movimento studentesco, in particolare a quel pezzo legato alla Fiom «che era l'avanguardia delle battaglie per la giustizia sociale».
UN PASSO IN AVANTI VERSO LE PARI OPPORTUNITÀ
Se il fatto di essere donna possa creare diffidenze? La sindacalista racconta che quando prendeva la parola nelle affollate e maschili assemblee operaie c’era sempre silenzio di tomba, forse all’inizio per curiosità. «Di certo la mia elezione è un fatto significativo anche perché contribuisce a far fare un pezzo di strada alle pari opportunità anche in questo ambito, e fuori dai soliti incarichi che ci venivano ritagliati», disse in quel lontano ottobre 2003.

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