ATTUALITÀ 26 Settembre Set 2012 1022 26 settembre 2012

La vittoria delle donne tunisine

L’assemblea costituente boccia il concetto di "complementarietà" voluto dagli ultra-conservatori. E le tunisine mantengono i loro diritti.

  • ...
donne tunisine















La protesta delle donne tunisine per il mantenimento dei loro diritti.

In Tunisia hanno vinto le donne. Sì, perché con le loro proteste hanno evitato che nella nuova Costituzione fossero considerate meno dei propri mariti, dei padri e dei figli. Infatti, nella Tunisia post-rivoluzionaria che in questi mesi sta lavorando alla bozza del testo della nuova Legge di Stato, non è passata la proposta del partito ultraconservatore Ennahdha di introdurre il concetto di  "complementarietà" in materia di diritti di genere.
LE VECCHIE CONQUISTE RISCHIAVANO DI DECADERE
Una sola parola avrebbe in un colpo cancellato due importanti conquiste: una  datata 1956, quando la Tunisia promulgò una legge di genere (CPS) che equiparava il ruolo dell'uomo e della donna, l’altra1985, quando firmò la Convenzione internazionale per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW). La commissione mista dell'Assemblea costituente che si occupa di temi sociali, infatti, ha riconfermato l'eguaglianza tra uomo e donna, anche in campo professionale. Se fosse passata la proposta degli integralisti salafiti, la donna in Tunisia non sarebbe più stata considerata un soggetto sociale a se stante con i medesimi diritti dell'uomo, ma qualcosa in meno: un soggetto complementare che da solo non è nulla, ma che ha bisogno di un uomo per non restare incompiuto.
LE CORAGGIOSE PROTESTE IN PIAZZA
Un tentativo che è stato sventato dal coraggio di cittadine (e anche cittadini) che sono scesi in piazza contro Ennahdha, per difendere diritti conquistati ormai da anni. Certo, ciò che si legge sulla carta non corrisponde sempre a quello che accade realmente nelle famiglie. Viene ancora praticato, per esempio, il matrimonio ''cotumier'', concordato cioè tra i genitori degli sposi, spesso senza che i due si siano neanche mai conosciuti. Ma anche su altri fronti c’è ancora molta strada da fare: la nuova Costituzione deve ancora decidere il futuro della libertà d’espressione nel Paese e la forma di governo della Tunisia post-rivoluzionaria (e non sarà facile mettere d’accordo i diversi orientamenti dell’assemblea).
Nel frattempo le donne algerine hanno vinto, sventando il flashback della decadenza dei propri diritti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso