ATTUALITÀ 21 Settembre Set 2012 1039 21 settembre 2012

Più impegno contro la violenza sulle donne

Passa in Senato la mozione per accelerare la ratifica della convenzione di Istanbul. Ma prima in Aula la seduta viene sospesa.

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Il Senato il 20 settembre ha votato all'unanimità  una mozione per invitare il governo a ratificare la convenzione di Istanbul.

Il disegno di legge sulla violenza contro le donne è più vicino. Giovedì 20 settembre il Senato ha votato all'unanimità una mozione firmata da tutte le forze politiche per invitare il governo a ratificare la convenzione di Istanbul, mentre il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha premuto sull’acceleratore: «Sarebbe bellissimo se riuscissimo a siglare la convenzione lunedì, in occasione della discussione all'Onu» sul tema, ha detto. A chiedere all'aula di Palazzo Madama di battere un colpo e di stimolare il governo a velocizzare i tempi, era stata proprio la Fornero, sollecitando «una mozione unica», che pur partendo da posizioni diverse arrivasse «a un unico dispositivo».
LA SODDISFAZIONE DAL MONDO POLITICO
I commenti soddisfatti per la strada in discesa che sembra aver imboccato il ddl arrivano da ogni schieramento politico, a partire da Pd e Pdl. La convenzione di Istanbul è uno «strumento giuridicamente vincolante in Europa per la creazione di strutture organiche per combattere la violenza tramite la prevenzione, l'azione giudiziaria, il supporto alle vittime», ha dichiarato la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, che parla di «un grande passo avanti». L'ex ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna parla di «segnale importante per tutte quelle donne, ancora troppe, che subiscono violenza nel nostro Paese. L'Italia recepisca quanto prima la Convenzione di Istanbul e il tema non resterà un problema delle vittime, ma una questione sulla quale interrogarci e cercare delle soluzioni efficaci»,  ha aggiunto . Dallo schieramento di Futuro e Libertà arriva il commento di un’altra donna, Chiara Moroni, la quale auspica «il massimo sforzo del Governo e del Parlamento» per raggiungere il risultato «prima della fine della legislatura».
UNA CONQUISTA MOLTO SUDATA
Ma quanta fatica è costata, tagliare questo importante traguardo. A memoria d'uomo, è la prima volta che succede nella storia del Senato della Repubblica ed è successo proprio mentre si parlava di violenza sulle donne: intorno alle dodici, la seduta di giovedì 20 settembre è stata sospesa e temporaneamente interrotta perché mancava chi doveva presiederla. Dopo l’intervento previsto della senatrice Emma Bonino, infatti, la presidenza è rimasta scoperta, per colpa dell’imprevisto ritardo del presidente di turno, Domenico Nania del Pdl. Rosi Mauro, vicepresidente del Senato, si è offerta di tamponare l'assenza del collega ritardatario, ma è dopo un quarto d'ora si è congedata per un aereo da prendere a Fiumicino. Un siparietto quasi comico, sullo sfondo di un tema che, in particolare alle donne, non fa per niente ridere.

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