LE SCUSE 18 Settembre Set 2012 0954 18 settembre 2012

Polverini, la donna di ferro

Dal discorso colorito di Genzano, a quello in Consiglio Regionale per fare ammenda ai cittadini. La presidente della Regione Lazio cambia volto

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Renata Polverini, governatore della regione Lazio, durante la seduta straordinaria del Consiglio Regionale del 17 settembre.

È molto diversa Renata Polverini da come la ricordavamo a Genzano, quando, piedi sul palco e microfono in mano, inveiva contro i suoi detrattori con un linguaggio  ‘pittoresco’. Ieri pomeriggio (17 settembre), nel suo tubino color panna si è mostrata composta e femminile, perché questa volta non doveva attaccare nessuno, ma solamente chiedere scusa. E lo ha fatto durante la seduta straordinaria del Consiglio Regionale convocata in seguito allo scandalo dei fondi Pdl scoppiato pochi giorni fa.
LA RAGIONE DELLE SCUSE
La Procura della Repubblica di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l'ex capogruppo Pdl Franco Fiorito: il politico è indagato con l'ipotesi di peculato nell'ambito dell'inchiesta che punta ad accertare se egli abbia aperto alcuni conti intestandoli a se stesso presso banche spagnole, utilizzando il denaro assegnato dalla Regione Lazio al Pdl.
IL DISCORSO DELLA GOVERNATRICE
La governatrice parla di una catastrofe paragonabile all’alluvione di Firenze, e chiede perdono proprio a tutti: ai cittadini romani, ma anche a tutti gli italiani, perché «lo sconcerto è andato oltre i confini del Lazio»; e poi a tutte le istituzioni, perché quello che è successo nella sua rischia di far perdere credibilità a tutte le altre; e infine anche alla sua famiglia, alla quale «ho comunicato di avere due tumori alla tiroide solo perché faccio politica» ha detto. E la sua malattia, ormai superata dopo il recente intervento di agosto, diventa metafora del marcio che la Regione Lazio ha mostrato: «I tumori che stanno qua dentro, come nella mia gola, vanno estirpati oggi!» ha detto alzando la voce, nello stile proprio della governatrice di ferro.
LA SCELTA DI RIMANERE
Aveva minacciato di andarsene, ma una volta appreso che i tempi burocratici sarebbero stati lunghi ha deciso di rimanere. E allora eccola lì, il discorso segnato sul foglio e preparato da giorni, e gli occhi che vanno altrove, perché la governatrice del Lazio sa benissimo cosa deve dire. E lo dice: «Non ho intenzione di fare un passo indietro: o usciamo convinti che vogliamo voltare pagina, o convinti che siamo ex rappresentati di questa istituzione regionale». E se la catastrofe è nata dal denaro, anche la soluzione può venire da lì. Così la Polverini ha invitato la propria maggioranza a procedere con una serie di azioni per diminuire i costi della politica. «Se la sfida che oggi lancio verrà accolta andremo avanti altri due anni e mezzo, altrimenti ci saluteremo stasera». Spavalda come sempre, ma più pacata, la politica ha convinto il suo Consiglio, che in tarda serata ha approvato l’ordine del giorno sulla riduzione dei costi. Ha parlato come una vera ‘iron lady’ la Polverini. Questa volta, però, un po’ più lady del solito.

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