TEMA DEL GIORNO 14 Settembre Set 2012 1057 14 settembre 2012

Hanna Rosin

Gli uomini perdono colpi sul lavoro e in famiglia. Nell’ultimo libro della giornalista americana, la nuova rivoluzione femminile è figlia dell’economia globale

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Hanna Rosin, autrice del libro The end of men, appena uscito in America.

Con un marito e un figlio maschio di sei anni a casa, non deve essere facile per una scrittrice intitolare il proprio libro The end of men. Ma Hanna Rosin, giornalista americana, lo ha fatto, per raccontare la rivoluzione rosa in atto che era attesa da tempo:  il patriarcato si sta sgretolando. Ci stiamo avviando verso "la fine di 200mila anni di storia umana e l'inizio di una nuova era" in cui le donne sono sempre più dominanti nel lavoro, nella formazione e in famiglia.
I NUMERI PARLANO CHIARO
Secondo la scrittrice, il fatto che in molti paesi le donne non occupino le posizioni di potere e che ancora non abbiano ottenuto la parità di retribuzione, si tratta solo di un retaggio di un'epoca scomparsa, piuttosto che di una realtà permanente. E i numeri lo dimostrano: oggi la moglie media, secondo i dati raccolti dalla Rosin, contribuisce al 42,2 per cento del reddito della sua famiglia, una percentuale destinata a crescere. Inoltre, ogni due uomini che si laureano, oggi si contano tre dottoresse.
DONNE INDIPENDENTI SOPRA E SOTTO LE LENZUOLA

The end of men di Hanna Rosin.

La rivoluzione in rosa non tocca solamente la sfera del lavoro, ma anche quella dell’amore. Sta nascendo, infatti, un nuovo matriarcato, gestito da un esercito di ragazze ambiziose e capaci. Se finora ci siamo abituati al cliché dell’uomo che non vuole una relazione stabile, ora le parti si sono invertite: per la donna, sempre più carica di impegni, l’idea di avere un legame sentimentale aggiungerebbe un fardello in più a una vita già piena. E perfino lo sperma sembra essere diventata una questione femminile, in una società che offre la possibilità di selezionare gli spermatozoi per l’inseminazione artificiale.
UNA RIVOLUZIONE FIGLIA DELL’ECONOMIA
Questa rivoluzione, però, non è merito delle donne (peccato, però), ma è figlia, secondo la Rosin, della nuova economia dei servizi, che non premia la forza fisica, ma piuttosto favorisce l'empatia, la pazienza e la capacità di risolvere i problemi, tutte caratteristiche tipicamente femminili. Per spiegare meglio questo fenomeno, la Rosin immagina lui e lei in versione fumettistica: l’’uomo di cartone’ bloccato in vecchie abitudini mentali, e la ‘donna di plastica’, che vuole dire malleabile, agile e paziente, e non (guai alle facili ironie) patite della chirurgia estetica. E così, per usare le parole della scrittrice, " per la prima volta nella storia, l'economia globale sta diventando un luogo dove le donne fanno mangiare la polvere agli uomini".

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