TEMA DEL GIORNO 5 Settembre Set 2012 1028 05 settembre 2012

Sandra Fluke, la paladina in rosa

Obama schiera la giovane attivista insultata dalla destra. Per raccogliere i voti delle donne.

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Sandra Fluke

Sandra Fluke parla alla Convention dei democratici a Charlotte, in North Carolina.

AFP/Getty Images - 2012 AFP

Se per ognuno c’è un paladino, per le donne americane c’è Sandra Fluke. Barack Obama ha scelto questa giovane studentessa di Georgetown, tempo fa insultata dalla destra estrema, come sua testimonial per incassare il voto femminile. E vincere ‘la guerra sulle donne’.
LA DESTRA LA DEFINÌ "UNA PROSTITUTA"
È stata lei a parlare di aborto, contraccezione e diritti del mondo femminile alla Convention democratica di Charlotte che ha incoronato Barack Obama come candidato alla Casa Bianca. «Invece di zittirmi questo presidente mi ha invitato, per far sentire ancora più forte la voce delle donne», ha detto la Fluke dal palco. Parole che si riferiscono senza tanto mistero all’episodio che l’ha resa famosa a fine febbraio, quando un noto opinion maker della destra, Rush Limbaugh, in diretta alla radio la chiamò prostituta, per aver appoggiato durante un'audizione alla Camera la copertura medica anche per i contraccettivi. «Di fatto questa ragazza chiede di essere pagata per fare sesso... Vuole che io e voi all'ascolto, paghiamo con le nostre tasse la sua libertà di fare sesso», disse allora Limbaugh.
LA MOSSA POLITICA DI OBAMA
Quell’attacco non era rivolto solamente a una donna e a tutte le donne, ma anche al presidente afroamericano, il quale aveva proposto la norma sugli anticoncezionali all’interno della sua riforma sanitaria. La risposta di Obama è arrivata, e si è rivolta anche all'ultra-conservatore Todd Akin, colui che giorni fa aveva parlato di ‘stupro legittimo’ , in linea con la netta svolta a destra che il partito repubblicano ha registrato alla Convention di Tampa, escludendo l'aborto anche nei casi limite di stupro. Se sei mesi fa veniva insultata pubblicamente, oggi la paladina in rosa si è presa a Charlotte una vera e propria standing ovation, con tanto di first lady in piedi ad applaudirla. Le donne, insomma, sono tornate a dire la loro.

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