DIPENDENZE 20 Agosto Ago 2012 1416 20 agosto 2012

Ho il mal di tintarella

Tanoressia: è la sindrome di chi vuole abbronzarsi a tutti i costi. I rischi? Gravissimi.

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Tanoressia: in Italia ne soffre il 20% della popolazione di età compresa tra i 16 e i 60 anni.

Getty Images/Goodshoot RF

Alzi la mano chi, al mare, non si concede qualche ora sotto il sole per conquistare quel colorito sano da sfoggiare al rientro in città. Per alcuni, però, la voglia di tintarella può sfociare in una vera e propria dipendenza, conosciuta con il nome di tanoressia o Sindrome Compulsiva da Sole (SCS).
In Italia ne soffre, in maniera più o meno grave, circa il 20% della popolazione tra i 16 e i 60 anni, con una percentuale di diffusione maggiore (68%) tra i giovani che scende con l’età (31% tra gli over 55). In generale colpisce maggiormente le donne dai 16 ai 40 anni, residenti al Nord, soprattutto nelle grandi città. Alla base di questa patologia di natura ossessiva che spinge chi ne soffre a non essere mai soddisfatto della propria abbronzatura, vi è «una profonda insicurezza del proprio corpo che si tenta di superare abbronzandosi alla perfezione», spiega la psicologa Angela Ganci. «Essere abbronzati equivale a sentirsi belli e sicuri di sé», aggiunge.
I RISCHI: DALL'ERITEMA ALLE RUGHE
Senso di insicurezza e falsa percezione del proprio corpo spingono chi è affetto da tanoressia a prolungare i bagni di sole senza tenere conto dei danni che le lunghe esposizioni possono causare.
«Possono comparire eritemi solari e, nei casi più gravi, ustioni, macchie cutanee, lesioni pre-tumorali e tumorali, soprattutto  sulle aree più fotoesposte, come viso, fronte, spalle, dorso, avambracci. E un invecchiamento precoce della pelle con comparsa di rughe», spiega il dottor Matteo Cagnoni,  dermatologo e presidente dell’Istituto di Ricerca e Cura Dermatologia Globale (www.irdeg.it).
«Chi soffre di tanoressia», prosegue Cagnoni «è solitamente una persona iperemotiva e ansosia. Stare al sole ha su di essa un potere euforizzante grazie alla liberazione del neurotrasmettitore del buonumore, la serotonina, e della dopamina.
CURE PSICO E CONSIGLI DOLCI
«A oggi non esistono cure definitive per questa patologia», afferma la dottoressa Ganci, «anche se sono stati ottenuti buoni risultati affiancando farmaci antidepressivi a un sostegno psicologico volto, quest'ultimo, a modificare in modo più razionale le abitudini di esposizione al sole aumentando contemporaneamente il valore dato al proprio sé.
A chi invece non soffre di tanoressia e vuole ottenere soltanto una bella tintarella, il dottor Cagnoni suggerisce di assumere, nei mesi estivi, beta-carotene per essere maggiormente protetti dalle radiazioni ultraviolette, mangiare frutta gialla e rossa di stagione, utilizzare sempre creme con fattore di protezione, applicarne una certa quantità (35 gr. ogni volta cioè l'equivalente di sei cucchiaini da caffè) e, dopo un’ora, riapplicarla.
Infine non utilizzare intensificatori dell’abbronzatura, non stare troppo al sole e, soprattutto, evitare le ore a rischio: «A chi ritiene che siano informazioni ormai ovvie occorre segnalare che ancora oggi un italiano su due si scotta», conclude il dottor Cagnoni.

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