SECOND LIFE 19 Giugno Giu 2012 1442 19 giugno 2012

Ti piace la mia cannuccia, pardon collana?

Va di moda il riciclo creativo: ecco come trasformare i rifuiti in oggetti fashion.

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collana 1

Si sa: lo smaltimento dei rifiuti è una delle questioni più spinose di quest’epoca. Le discariche non bastano più, non si trovano aree adatte per costruirne altre, la gente non vuole viverci vicino, la palla rimbalza e intanto la situazione rischia di aggravarsi.
LE 4 R SALVA MONDO

La Mega Silver, borsa di Ecoist realizzata con volantini e carte di caramelle.

Per fortuna si intravede uno spiraglio che, se diventasse ampio cono di luce, potrebbe davvero arginare il problema: è il modus operandi basato sulla cosiddetta filosofia delle quattro R, cioè Riduzione, Riutilizzo, Recupero e Riciclo. Dei rifiuti, naturalmente.
Proprio in questa cornice s’inquadra il fenomeno del riciclo creativo. Riutilizzare oggetti di uso quotidiano in modo bizzarro, lontano dalla funzione originaria, è sempre stato un pallino di molti artisti moderni. Adesso la voglia di dare una seconda vita alle cose si sta diffondendo ovunque, nel segno di uno spirito green, e strizza l’occhio anche alle appassionate di moda.
Il web pullula infatti di blog e siti dedicati al riciclo creativo casalingo, che dispensano consigli utili e idee fashion, traducibili in realtà con poca fatica.
IL VOLANTINO? SI METTE AL COLLO

Una borsa di Olga Abba realizzata con fogli di carta per dolciumi.

Ioricreo.org, sito dell’omonima associazione creata da due giovani genovesi, per esempio insegna come realizzare collane super chic con i volantini che ingolfano la cassetta della posta: procurandosi un po’ di colla vinilica, uno stuzzicadenti e un cordino, il gioco è fatto.
E che dire del vecchio reggiseno che si trasforma in una sfiziosa borsetta con qualche colpo di forbice, ago e filo?
Poi ci sono i video tutorial, spalmati in ogni angolo dell’etere, che spiegano come creare articoli decisamente trendy: sacche da mare con vecchie t-shirt, bracciali e orecchini con bottoni colorati, pochette con jeans e altri capi ormai dismessi.
LA CANNUCCIA SI FA PREZIOSA

Una collana realizzata con cannucce da bibita di Federica Fornari.

Fai-da-te, ma non solo. Il riciclo creativo sta diventando protagonista anche dell’eco fashion: ne sa qualcosa la giovanissima designer romana Federica Fornari, che propone un’intera collezione di gioielli (pubblicata sul blog http://soplasticdesign.blogspot.com) fatti con comunissime cannucce da bibita.
MAI BUTTARE LE CARTE DI CARAMELLE
Intanto, sempre più donne italiane sono sedotte da Ecoist, azienda statunitense che propone borse, bracciali e collane interamente realizzati con carta di caramelle, riviste, involucri di marchi famosi fra cui Coca Cola, Mars e Disney. La bag Mega Silver avvistata spesso al braccio di Samantha Jones, una delle protagoniste di Sex and the City, era proprio di Ecoist, in carta di chewing gum: niente male, no?
Sulla stessa lunghezza d’onda viaggia la stilista messicana Olga Abbadi, che ha preso in prestito la remotissima tecnica dell’intreccio praticata dai Maya per creare le borse Nahui Ollin: si serve dei grandi fogli di carta che dovrebbero avvolgere i piccoli dolciumi ma sono usciti difettati, evitando così che finiscano al macero e producano sostanze chimiche nocive.
La stilista emergente Francesca Caira dà vita alle collezioni di Caira Designe, il suo brand, rielaborando vecchi abiti e accessori che scova nei mercatini milanesi.
Giorgia Palmirani e Fabrizia Bergonzoni stanno ormai spiccando il volo con il loro brand Saisei, con cui mettono a punto sfiziose collezioni di borse utilizzando materiali di recupero militare (per esempio tende da campo).
SEDOTTE ANCHE LE GRIFFE 

Alcuni oggetti della linea PetitH della maison Hermès.

E se fino a qualche tempo fa i nomi più altolocati della moda storcevano il naso dinanzi all’universo del riciclato, adesso stanno cambiando rotta: Hermès ha dato vita alla linea Petit H recuperando i ritagli delle lavorazioni ( fra cui gli avanzi di pelle) e creando sia accessori che oggetti di design.
Ilaria Venturini Fendi ha inaugurato nel 2006 il marchio Carmina Campus, associandolo all’esclusivo utilizzo di materiali usati o riciclati. La sua più recente collezione, presentata durante l’ultima Settimana della Moda di Milano, consiste in una serie di borse fatte con gli scarti della Mini Roadster. Lusso e riciclo: chi avrebbe mai pensato a un simile connubio? (Nadine Solano)

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