TENDENZA NOZZE 31 Maggio Mag 2012 1215 31 maggio 2012

Vuoi (eco)sposarmi?

Pochi spostamenti, cucina sul posto e abito in fibre naturali: la cerimonia diventa a impatto zero. Così la scelgono molti vip.

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Il matrimonio da sogno di William e Kate è stato a basso impatto ambientale (Sgp).

Ken Goff/SGP - Copyright Ken Goff/SGP 2011

Ecosostenibile, ecologico, ecosolidale, ecochic: cambia la sfumatura, ma non il concetto di base. Il matrimonio che rispetta l’ambiente (e spesso anche il portafoglio) sta conquistando l’Italia. Come  molte altre tendenze capaci di unire l'utile al glamour, le “nozze verdi” arrivano dagli Stati Uniti. Dove da ben cinque anni è presente sugli scaffali il libro dell'antesignana di questo genere, la designer e organizzatrice di eventi Emily Anderson: Eco-chic weddings: simple tips to plan an environmentally friendly, socially responsible, affordable, and stylish celebration (Matrimoni eco-chic: semplici consigli per organizzare una festa amica dell'ambiente, socialmente responsabile, accessibile e di stile). Titolo certamente lungo, ma che non lascia dubbi.
E anche a casa nostra c'è chi può dar consigli: «Uno dei principi fondamentali del matrimonio eco», spiega la wedding planner Alessandra Puglisi, titolare della Dionisia Events di Roma, «consiste nell’utilizzo e nella valorizzazione di tutto ciò che è locale, dai prodotti alimentari ai talenti. In tal modo si riducono al minimo gli spostamenti, quindi le emissioni di CO2, e al contempo si sostengono le nuove attività imprenditoriali che, pur essendo molto interessanti, faticano a posizionarsi sul mercato». Ma attenzione a definirlo “povero”: «Non è un sinonimo di ecologico: il matrimonio-eco, anzi, può essere molto chic. Quello che conta è il diverso approccio culturale».
IL CATERING È “ESPRESSO”
Via libera, dunque, ai catering forse meno famosi, ma abili nella cosiddetta “cucina espressa”, capaci, cioè, di preparare gustosi piatti direttamente sul posto «e in grado di usare alimenti comprati qualche ora prima, magari nel mercato rionale, cosa impossibile nel caso di grandi realtà», aggiunge Alessandra Puglisi.
CERIMONIA E RICEVIMENTO NELLO STESSO POSTO

Anche il principe Alberto di Monaco e Charlene Wittstock hanno scelto una cerimonia eco (Sgp).

Catalano Alfonso/SGP - Copyright Catalano Alfonso/SGP 2011

Un altro passo importante verso un perfetto matrimonio eco riguarda la location: sarebbe preferibile un agriturismo, un casale o un posto legato al patrimonio artistico e culturale del Paese. In ogni caso, purchè sia poco distante dal luogo della cerimonia, così diminuiscono sia i gas di scarico emessi, sia la benzina consumata. L’Italia, poi, è anche ricca di ville e dimore storiche private, immerse nel verde e, per chi opta la cerimonia religiosa, spesso anche con chiesetta annessa: l'ideale.
PRODOTTI TIPICI COME BOMBONIERE
E deve essere ecosostenibile anche tutto il “contorno” della cerimonia, dagli allestimenti alle partecipazioni, fino alle bomboniere: «Io coinvolgo giovani grafici, artigiani e designer romani che, come bomboniere, propongono creazioni handmade servendosi di materiali di riciclo o vintage e prodotti naturali e stagionali. Oppure, chi festeggia in un agriturismo può donare piccole confezioni di marmellata, olio e altri prodotti dell’azienda stessa», prosegue Puglisi. Personalizzati sull'esigenze degli sposi, altra caratteristica del matrimonio eco.
FIBRE NATURALI PER L'ABITO
Così come gli abiti, realizzati nel segno della eco-art: cresce il numero degli stilisti (soprattutto emergenti) e dei sarti che utilizzano esclusivamente prodotti naturali come la seta, la canapa, il lino, il bambù, la fibra di banana. Mentre anche per le fedi nunziali si sceglie un prodotto artigianale, in oro riciclato. Se qualcuno desidera proprio i diamanti, allora che siano almeno non-conflict, ovvero non provenienti da zone di guerra. Per il trucco e il parrucco, vietata qualsiasi sostanza chimica (attenzione alla lacca!) e una doverosa raccomandazione anche per l’orario in cui scambiarsi gli anelli: meglio le ore di luce, anche per non sprecare energia elettrica.

Nadine Solano

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