Impatto zero 27 Aprile Apr 2012 1047 27 aprile 2012

La moda salverà il mondo

Abiti da gran sera ottenuti dal riciclo di bottiglie plastica. Ginestre che diventano tessuti. Jeans in cotone bio. Il lato etico del fashion system. Che piace tanto anche ai consumatori.

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LIVIA FIRTH IN ABITO GIORGIO ARMANI-NEWLIFE FILATURE MIROGLIO-GOLDEN GLOBES 2012

Ci risiamo: siamo stati etichettati, di nuovo. Fortunatamente, però, questa volta, possiamo andare fieri della definizione che ci tratteggia. Siamo dei «consum-attori», ovvero protagonisti assoluti e consapevoli dei nostri acquisti (soprattutto in campo fashion) per i quali non guardiamo più soltanto alla griffe o alla bellezza del capo fine a se stessa, ma esigiamo (malgrado i tempi difficili, o forse proprio per questo) che il lato estetico vada di pari passo con quello etico. Insomma, cerchiamo una moda virtuosa e attenta all’ambiente. Al mondo e al futuro.
DALLA PLASTICA AL RED CARPET

Livia Firth, moglie dell'attore Colin, in un abito eco chic di Giorgio Armani.

Queste sono alcune delle conclusioni tratte dal forum La moda può davvero essere sostenibile?, tenutosi a Milano.
Tra i relatori, Stefano Cochis (Business Unit Director di Filature Miroglio) ha illustrato i tessuti Newlife ricavati da bottiglie riciclate: lo stesso Giorgio Armani li ha scelti per creare due capolavori che Livia Firth (direttore creativo di eco-age.com, nonché moglie dell’attore Colin Firth) ha indossato sugli ultimi red carpet.
FIORI E OPERE DI BENE
Ospite anche Vincenzo Linarello, presidente di Cangiari, brand etico originario della Locride, che ha sviluppato una limited edition con tessuti ricavati dalle coltivazioni di ginestre dell’Aspromonte cardate, filate e tessute esclusivamente a mano. I capi sono realizzati dalle cooperative del gruppo Goel, che danno lavoro alle persone in difficoltà e che lottano per il riscatto sociale ed economico della Calabria.
IL LATO ETICO DEL BUSINESS

Di Soisire Soiebleu, sneakers nate da foulard originali vintage in pura seta, scovati nei mercatini di tutto il mondo. Selezionati uno per uno, creano una scarpa 100% made in Italy unica nel suo genere: non ne esiste una uguale all’altra.

Moda etica ed eco-friendly si stanno imponendo sui mercati: chi non ne ha ancora capito le potenzialità, resta tagliato fuori. Sono sempre più numerose le aziende (importanti o meno conosciute) che hanno drizzato le antenne e che stanno orientando la produzione in base a questa nuova consapevolezza, puntando sia sulla ricerca di materiali a basso impatto, riciclati o riciclabili, che rappresentano un passo importante verso la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, sia sul sostegno a popolazioni disagiate, dando lavoro a chi, altrimenti, non potrebbe garantire un presente e un futuro dignitosi alla propria famiglia.
Dai jeans in cotone bio all’abito nuziale realizzato da artigiani Nepalesi, passando per scarpe di carta riciclata, capi in fibra di latte e t-shirt griffate che garantiscono una adeguata remunerazione ai coltivatori indiani, il futuro è adesso: perché aspettare?

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