ECONOMIA ED ETICA 18 Aprile Apr 2012 1326 18 aprile 2012

Cucinelli finanzia la sua crescita in Cina

L'imprenditore umbro si quota a piazza Affari per crescere a Oriente insieme al suo socio Cheng Long.

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brunello

L'imprenditore umbro Brunello Cucinelli, a capo dell'omonimo marchio.

La crisi del 2008 lui l’ha cavalcata fin dall’inizio senza perdere terreno.
Brunello Cucinelli, il signore umbro del cachemire, non è mai stato ossessionato dalle trimestrali di cassa. E anche adesso, in piena crisi, ha deciso di andare controcorrente: il 3 maggio prossimo sbarca in Borsa.
SUL MERCATO IL 30 %
Il collocamento attraverso Mediobanca riguarda 20,4 milioni di azioni ed è pari al 30% del capitale sociale della sua azienda. Di questi, 8 milioni provengono da un aumento di capitale. E la forchetta di prezzo è compresa tra 6,75 e 7,75 euro, per cui il valore dell'offerta è di 138-158 milioni di euro.
Con questa mossa Cucinelli ha sorpreso tutti. Non solo: rischia di mostrare una certa incoerenza rispetto a sue antiche prese di posizione contro il profitto a tutti i costi: «Inaridisce il sentimento umano», ha sempre sostenuto, e contro quei boom di budget che quando non sono realistici, «diventano cambiali».
UNA CRESCITA «GARBATA»
Ma l’imprenditore che si atteggia a guru umanista promette di non snaturare il suo pensiero.
Anzi, spiega di essere aperto a «soci che vorranno sentirsi custodi per i prossimi decenni, nel rispetto dell' essere umano e della sua dignità morale ed economica», perché «la finanza deve tornare a credere nell' industria. Ma l'industria deve creare profitto, senza arrecare danno agli investitori che hanno il diritto di avere dividendi sani». Cucinelli parla di «dignità del profitto» o addirittura di «quotare la dignità». «Un'impresa che produce benessere soltanto per i suoi soci», aggiunge, «non può avere vita lunga. La nostra quotazione deve aiutare la mia terra, i nostri artigiani, che sono pagati troppo poco rispetto a quanto è il valore finale di vendita del prodotto. Dobbiamo ridare dignità alle persone, vogliamo una crescita sostenibile e garbata».
IL QUARTIER GENERALE DOMINA IL LAGO TRASIMENO

L'azienda Brunello Cucinelli a Solomeo (Pg).

È la filosofia del «passo del montanaro». Il montanaro che sale piano piano e sa superare ogni asperità. Una visione di crescita compatibile che lo ha spinto tanti anni fa a comprare l’intero borgo medievale di Solomeo, sulle colline che dominano il Lago Trasimeno, per insediarvi il quartier generale dell'azienda.
Oggi Solomeo è un laboratorio dove ogni «residente» dice la sua sui prodotti che si fanno e dove, d’altra parte, esistono i macchinari produttivi più sofisticati per fabbricare quei manufatti in cachemire. Una sorta di cenacolo che mette insieme lavoro, casa e arte.
Assisi è vicina ma, agli insegnamenti francescani Cucinelli ha preferito la regola dell’«ora et labora», tanto da nominare nel Cda il proprio mentore spirituale, il benedettino padre Cassiano.
Ed è con questo bagaglio umano che l’imprenditore si è avvicinato alla Borsa: «Certamente con la maggior forza finanziaria potremo affrontare la possibilità di aprire nuovi negozi monomarca nel mondo». Nella speranza di aumentare, i 243 milioni di ricavi netti registrati dall’impresa.
IN CINA CON IL SOCIO LOCALE
Tra le probabili aree di espansione c’è la Cina. Nel Dragone Cucinelli prende la materia prima e ha già sei negozi, realizzati dopo joint venture con l'imprenditore Cheng Long.
Tutto, però, deve avvenire sempre nel massimo rispetto e in armonia con i dipendenti in Umbria (710 oggi dai 582 del 2010) e con i 350 piccoli laboratori dell’indotto che operano tra Umbria, Marche e Toscana.

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