Nel guardaroba di 26 Marzo Mar 2012 1633 26 marzo 2012

Signore attente, la moda è brutta

Per nulla fashion victim e allergica allo shopping. È madame Elisabetta Vallarino Gancia.

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elisabetta vallarino gancia

Elisabetta Vallarino Gancia.

Dopo aver visto la sua casa, tutte le sue amiche se ne innamoravano, al punto da chiederle: «Arrederesti anche la mia?».
La professione di architetto di interni, per Elisabetta Vallarino Gancia, è nata così, dieci anni fa, quasi per gioco. Per passaparola.
E ormai è un lavoro a tutti gli effetti che, tuttavia, non le impedisce di essere anche un'attenta mamma (di Orsola e Lorenzo) e moglie di Paolo Fontana, amministratore delegato del gruppo Gancia.
DOMANDA. Lei è rinomata per avere un grande gusto. La sua cabina armadio sarà un gioiellino.
R. Un gioiellino non lo so. Di sicuro è molto ordinata. Tutto è perfettamente suddiviso per generi e gradazioni di colore. In questo modo trovo quello che mi serve in un baleno. Non solo...
D. Dica...
R. Le cabine armadio, in verità, sono due. In una tengo i vestiti che indosso abitualmente. Nell'altra, conservo gli abiti da sera.
D. C'è un fil rouge che lega le due stanze?
R. Sì, l'allegria. Noterà, infatti, che è un trionfo di colori ovunque.  Ho bandito il nero quasi del tutto, è una tinta che detesto.
D. Parlando di accessori, quali sono le sue passioni?
R. Le scarpe, e mi raccomando, lo scriva con almeno tre punti esclamativi. Sono una collezionista compulsiva di modelli da sera. Alcuni peraltro mai indossati. Li guardo e li riguardo come fossero opere d'arte.  A seguire i bijoux di Angela Caputi, una bravissima creativa, nonché amica da tempo.
D. Niente altro?
R. Sì, adoro anche le camicie da notte e le vestaglie, rigorosamente lunghe fino a terra. Penso che si debba essere sempre in ordine, anche quando si va a dormire e poi, fatto non trascurabile, mio marito apprezza.
D. A proposito di ordine... conserva tutto, oppure ogni tanto si sbarazza di qualche abito?
R. Mi capita talvolta di fare dei gran repulisti, senza nemmeno pensare troppo. Negli anni ho regalato abiti meravigliosi che se ci penso mi viene un nervoso.
D. Per carità, non ci pensi. Racconti piuttosto dove va a a fare i suoi acquisti.
R. La stupirò, ma non ho dei luoghi preferiti rispetto ad altri.  Soprattutto perché fare shopping non è  il mio passatempo preferito, anzi mi annoia a morte.
D. Risposta del tutto inattesa. E come mai?
R. La moda è brutta, e la maggior parte degli stilisti commette un errore imperdonabile.
D. Quale?
R. Gli stilisti fanno sembrare le donne delle soubrettine tutte uguali, quando invece dovrebbero valorizzarle, renderle uniche, chic e misteriose.
D. Non c'è proprio nessuno stilista che le piaccia davvero?
R. I miei gusti sono cambiati negli anni. Ora apprezzo molto Stephan Janson e Betta Guerreri.
D. Ricorda l’acquisto più folle che abbia mai fatto?
R. Lo ricordo benissimo, eccome se lo ricordo. Qualche giorno dopo la tragedia dell'11 settembre a New York. Sono entrata in una boutique di una famosissima griffe e mi sono regalata un favoloso abito lungo. Una volta uscita mi sono data della pazza da sola. Ma è stato un gesto consolatorio. In quei giorni ero sconvolta e non facevo altro che che piangere.
D. Una consolazione da quanti eruo?
R. Non lo dirò mai. Mi vergogno ancora oggi.
D. E invece di cosa va fiera? Sempre parlando di acqusiti...
R. Di alcun e gonne estive di Zara comprate ormai anni fa e ancora bellissime.
D. C'è un abito che vorrebbe indossare?
R. Sì, quello che non ho ancora disegnato.
D. Però, arredatrice e anche stilista.
R: E già, lo ammetto, amo disegnare vestiti e poi li faccio confezionare da una bravissima sarta che mi segue da molti anni.
D. Quindi è impossibile definirla una fashion victim?
R. Giammai, direi che lo sono molto di più mio marito e mio figlio.

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