Nel guardaroba di 5 Marzo Mar 2012 1548 05 marzo 2012

Non dite a Walter quante scarpe ho

Camilla Morabito è una pasionaria dello shopping. Ma è meglio che il marito non lo sappia (la lascerebbe).

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La signora Camilla Morabito Galleni.

Da dieci anni è al timone di Equa, un'agenzia di comunicazione nella centralissima via del Babuino a Roma.
Lavoratrice instancabile (i suoi collaboratori dicono che sia una fucina di idee), promuove l'immagine di molte aziende e organizza eventi mondani, social, culturali, di entertainment.
È Camilla Morabito, moglie dell'imprenditore Walter Galleni (che ha sposato ben due volte) e mamma di Alessandro e Carlotta.
ModaInforma.it l'ha raggiunta nella sua casa romana per curiosare nella sua cabina armadio, pardon nelle sue stanze armadio.
DOMANDA. Addirittura due stanze per gli abiti. Una non le bastava?
RISPOTA. No. Perché in una ci sono soltanto i vestiti, nell'altra gli accessori, come cappelli, borse, scarpe, guanti...
D. Il sogno di ogni donna, in altre parole.
R. In effetti, per me, queste stanze sono i luoghi dei sogni.
D. Comprare è un po' sognare?
R. Diciamo che fare shopping è, prima di tutto, una passione. E anche un modo per evadere dalla routine delle giornate lavorative. Quando spendo, lo ammetto, scarico lo stress da ufficio.
D. E qual è l'accessorio che le dà più soddisfazione. Che la fa «evadere» di più?
R. Le scarpe, non ho dubbi. Non smetterei mai di comprarle.
D. Quante ne possiede?
R. Il numero è incoffesabile. Mio marito Walter, se lo scoprisse, mi lascerebbe all’istante.
D. Dica almeno quanti abiti possiede.
R. Non se ne parla nemmeno. Sono troppi, e vale lo stesso e identico discorso fatto per le scarpe. Posso dire che sono davvero tanti, spesso mio figlio mi prende addirittura in giro.
D. Sono tanti perché non scarta mai nulla?
R. Sono tanti perché compro. Certo che scarto. Se mi accorgo di avere abiti che non uso più, preferisco regalarli piuttosto che tenerli lì in naftalina e a fare inutile volume.
D.  Ha dei luoghi prediletti per i suoi acquisti?
R.  Amo dire che faccio shopping nel mondo. Dopo un viaggio, di lavoro o di piacere, torno a casa sempre con qualcosa, sia un abito, un accessorio, un gioiello.
D. Le sue griffe preferite?
R. Adorando le scarpe, non posso non citare il genio di Christian Louboutin, ma anche l'italianissimo Gianvito Rossi.
Per quanto riguarda gli abiti, la mia passione è Dior ma non disdegno alcuni pezzi di Alaia e Zara. Per i cappelli invece sono categorica: soltanto Borsalino.
D. C'è un abito su cui ha messo gli occhi  e prima o poi comprerà, incurante del prezzo?
R. No. Sono una donna fortunata. Mi tolgo, e mi sono tolta, molti sfizi.
D. Qualcuno anche folle?
R. In ogni acquisto c'è sempre un pizzico di follia. Non è certo il prezzo che fa la differenza.
D. Ah ecco. E divide con qualcuno i suoi piccoli (e grandi) momenti di follia?
R. A volte con mia figlia Carlotta. Anche un momento così, come lo shopping, apparentemente superficiale, può aiutare a fortificare un rapporto. Soprattutto tra madre e figlia.
D. E sua figlia condivide le sue scelte?
R. Direi proprio di sì, visto che spesso e volentieri indossa qualche mio abito.
D. Una ragazza fortunata Carlotta.
R. Ciò che è mio, è anche suo. E non potrebbe essere altrimenti.

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