Nel guardaroba di... 13 Febbraio Feb 2012 1656 13 febbraio 2012

Quanti amori ho nell'armadio

Jeans solo blu, camicie solo bianche e mille cerchietti. Silvia Urso parla delle sue passioni (fashion).

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Un primo piano di Silvia Urso.

Elegante, posata e discreta. Silvia Urso, mamma di Giada e Gaddo, 11 e 10 anni (avuti dall'ex marito Giorgio Falck, magnate dell'acciaio, scomparso nel 2004), ha aperto le porte della sua casa milanese a  ModaInforma.it  per parlare del suo rapporto con la moda.
DOMANDA. Come è organizzata la sua cabina armadio?
RISPOSTA. È lunga e stretta, prima o poi la rifarò. Sono riuscita a farci stare armadi appartenuti a mia suocera e alcuni mobili della mia vecchia casa.
Tutti i vestiti sono rigorosamente ordinati per tipologia e per colore: quindi gonne con gonne, prima quelle nere, poi quelle blu, poi quelle marroni e così via. Prima la serie invernale e poi quella estiva.
A volte guardo i miei armadi e mi accorgo che sono colmi di cose che non metto. È come se non mi appartenessero. Possiedo, per esempio, decine e decine di sciarpe perché adoro comprarle, ma poi ne indosso soltanto due.
Per non parlare delle giacche e soprattutto dei cappotti. Ne ho un’intera collezione. Ne ho comprato uno in saldo che mi piace da pazzi, in maglia verde scarabeo con collo e polsi di mongolia in tinta.
D. Le capita di acquistare e poi di non indossare anche altre cose? 
R. Sì, le scarpe. Alcuni modelli restano lì a prendere polvere.
D.Quali sono i suoi capi preferiti?
R. Adoro i jeans, ne ho moltisimi, non saprei nemmeno quantificare. Confesso che un po' mi vergogno, perché a guardarli sembrano tutti uguali. Del resto mi piacciono solo blu. Impazzisco anche per le camicie bianche, dal taglio asciutto e un po’ maschile, che uso però soltanto in primavera e in estate. E ho un debole anche per quelle in seta di Etro. Anche se non potrei mai fare a meno della mia copertina di Linus, ovvero le magliette di gotone garzato a manica lunga di Petit Bateau, con slip abbinato in tinta.
Sono super confortevoli e le metto sempre, di giorno sotto i maglioni, di notte per dormire, sono la mia seconda pelle.
Amo molto anche le borsine da sera e le calze di lana da mettere con le scarpe da ginnastica: in particolare quelle colorate e a righe di Gallo. Altra mania: gli occhiali, da sole e da vista. Ho anche un cassetto pieno di cerchietti per i capelli, mai messi ovviamente, ma ogni tanto me li provo compiaciuta allo specchio. Di velluto, di seta con fiori applicati, di strass tipo tiara, di perline, di pelle e chi più ne ha... Ma non avendo il coraggio di indossarli cerco di passarli a mia figlia Giada che, tuttavia, gentilmente declina e accantona. Cappelli idem: di lana, di pelo, di paglia. Poi come al solito d’inverno porto sempre lo stesso basco nero che era di mia suocera Maly e d’estate un cappello di paglia di Grevi.
D. Caspita quanti "amori". Non ha citato le scarpe. Strano per una donna, no?
R. Ma certo che adoro anche le scarpe, ovvio. Mi piacciono quelle con i tacchi. A volte ne compro anche due paia per tipo se mi colpiscono molto, magari di colore diverso, oppure dello stesso, ma una col tacco più basso e una col tacco più alto. Mi danno allegria i modelli con gli strass.  Ne ho comprato un paio in saldo, so già che non le metterò mai, però le guardo, le provo, hanno strass ovunque, anche sui tacchi.
D. Quante scarpe possiede in tutto?
R. Un centinaio credo, ma ne vorrei di più.
D. Che tipo di rapporto ha con i suoi abiti?
R. Sano, esistono soltanto se mi stanno bene e mi fanno sentire più bella, o comoda, altrimenti sono solo tessuti cuciti. Non mi piace l’idea di prestarli, né quella di usare abiti di altri.
D. Non li presta, d'accordo, ma ogni tanto farà un po' si sana pulizia? O conserva tutto?
R. Quando vedo che per il terzo inverno consecutivo non ho messo un certo vestito, capisco che è arrivata la sua ora. Tuttavia fatico a liberarmi di quelli che hanno un certo pregio o per la fattura o per il tessuto. Penso che un giorno li mettrà mia figlia Giada.
D. Dove va a fare shopping? Ha dei negozi preferiti rispetto ad altri?
R. In generale ho le idee molto chiare, impiego pochissimo tempo a scegliere abiti e accesori. So quello che mi piace e che mi sta bene e in dieci minuti l’affare è fatto. In questo momento adoro lo stile Ralph Lauren, e quindi entro in boutique che hanno questo marchio.
Mi piace fare shopping dove trovo commesse che non mi stanno col fiato sul collo o non cambiano tono di voce se esco senza agver comprato.
D. Oltre a Ralph Lauren, quali griffe le piacciono?
R. Per le  borse Prada e basta. Jimmy Choo, Yves Saint Laurent, Roger Viver, Giuseppe Zanotti, Sergio Rossi e Caovilla per le scarpe. Per i miei adorati jeans, Notify, J Brand, Jacob Cohen, Seven, ma ammetto che anche Ralph Lauren ha un bel taglio. Per quanto riguarda gli abiti da sera, ho una predilezione per Alberta Ferretti e Dolce & Gabbana.
D. L'affare della sua vita?
R. A Genova. Ho comprato in un negozio una pelliccia di astrakan vintage per soli 200 euro. Allora mi sembrava un colpaccio, ora se la guardo mi sembra veramente brutta.
D. Lei ha una figlia, e anche se è ancora piccina, ogni tanto dà una sbirciatina alla sua cabina armadio?
R. Diciamo che per ora è interessata alle scarpe, e ogni tanto se le prova.
D. Fa i suoi acquisti da sola o in compagnia? Magari con le amiche?
R. Spesso sono le mie amiche a volermi  per i loro acquisti. Si fidano del mio giudizio, e fanno bene, perché io sono sincera. Non sono una di quelle che dice: " Ma no cara stai benissimo, se non è vero". Io, però, generalmente preferisco andare da sola a fare shopping per me. Amo comprare per mia figlia Giada: è una soddisfazione vestirla, sta benissimo con tutto, è talmente bella.
D. Prima ha elencato una serie di griffe. Si definirebbe fashion victim?
R. No, assolutamente. Ho passato tutta la scorsa estate con una gonna di jeans di Zara. Alternavo t-shirt a camicie bianche. E ai piedi hawaiana di gomma.

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