GENIO OLTREMANICA 10 Novembre Nov 2011 1113 10 novembre 2011

Prima nuoto, poi creo

Un film racconta la vita di Sir Paul Smith, l'uomo che mette in riga il mondo.

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Paul Smith

La riga verticale, il marchio di fabbrica di Paul Smith.

È un ritratto intimo e inedito quello che Stèphane Carrel fa di Paul Smith nel documentario Paul Smith, Gentleman Designer. Cinquantadue minuti di riprese tra Londra, Parigi e Tokyo per raccontare la vita di un uomo timido e schivo, capace di gestire con invidiabile aplomb numeri da capogiro: una media di 400 milioni di euro di fatturato all’anno, 400 negozi in 35 paesi, 12 linee di abbigliamento.

Una borsa griffata Paul Smith.

A fare la differenza, ne è certo Carrel, «è la capacità di Smith di portare l’inglesità ai massimi livelli. Lo stilista prende i simboli della cultura inglese e li promuove con un'intelligente strategia di marketing. Ha insegnato l’eleganza a milioni di uomini, primi fra tutti proprio a quegli inglesi che dal suo ufficio di Kean Street vedeva passare per le strade, inorridendo per il loro scarso gusto nel vestire».

La bottiglia di Evian disegnata da Smith.

«Ogni mattina mi sveglio prestissimo», racconta lo stilista nel film. «Faccio una nuotata e poi vado al mercato delle pulci di Portobello per trovare colori, forme, oggetti che diventeranno l’ispirazione della mia prossima collezione».
E proprio da questo mix di suggestioni nasce il tessuto a righe colorate verticali che è diventato l’icona del marchio, oggi riprodotto, oltre che sugli abiti, anche su automobili, moto, mobili, oggetti di design.
Ogni operazione di marketing viene seguita da Sir Paul in persona «perché il prodotto mantenga un’aria dandy, provocatoria e divertente».
A fornire il materiale per il documentario (in vendita dal 28 novembre), lo stesso Smith, che negli anni ha sviluppato l’abitudine di raccogliere in quaderni e cartellette migliaia di appunti, schizzi e fotografie. (V.V.)

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