17 Maggio Mag 2018 1236 17 maggio 2018

Perché l'omofobia, la bifobia e la transfobia fanno male a tutti

La giornata internazionale offre uno spunto di riflessione sul tema: possiamo fare qualcosa di concreto per eliminare la violenza.

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Giornata Omofobia Bifobia Transfobia Violenza

Ogni anno, il 17 maggio, ho lo stesso spiacevole senso di déjà vu, e una domanda che mi rimbalza in testa, sempre uguale. Davvero anche quest’anno dobbiamo manifestare per difendere il diritto di esprimere incolumi chi siamo? Davvero si è dovuti arrivare a istituire una Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia perché ci sono persone che hanno la presunzione di dirci chi siamo e chi dovremmo amare e che ne sono così sicuri che vogliono imporcelo con la violenza? Purtroppo la risposta che mi devo dare ogni anno a entrambe le domande è sì.

Basta vedere i dati del numero verde Gay Help Line: in Italia, si segnalano oltre 50 chiamate in media ogni giorno per episodi di omotransfobia e, solo nel 2018, 3200 richieste di aiuto sono arrivate da parte di minorenni. Per avere un parametro di riferimento, basti pensare che nell’ultimo report dell'International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersexual Association, l’Italia si è posizionata come fanalino di coda europeo, al 32esimo posto (se la cava meglio di noi perfino la rigidissima Ungheria) sia nella tutela dei suoi cittadini lgbt, sia nell’affrontare i crimini d’odio che per quanto riguarda gli inesistenti interventi antidiscriminazione e per il riconoscimento delle nuove famiglie.

Proprio per questo credo che Giornata internazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia dovrebbe coinvolgere tutte le persone che ambiscono a un’esistenza in cui tutti possano stare bene, in primis perché la prepotenza fa male al mondo ma, se ciò non bastasse, anche perchè l’omofobia è rivolta a noi, ma colpisce tutti e fa male anche agli etero. Ecco perché.

POTRESTI INNAMORARTI DI UNO DI NOI

Uno dei risultati possibili di una società che dice a gay e lesbiche che sono sbagliati è che le persone si sentano in difficoltà a esprimersi per ciò che sono e quindi decidano di fingere (o di autoconvincersi) di essere etero. Il che vuol dire fidanzarsi, sposarsi, mettere su famiglia, spesso con soggetti completamente ignari di questo sentire, continuando allo stesso tempo a desiderare o frequentare persone dello stesso sesso. Ho conosciuto molti gay e lesbiche con una doppia vita. Per loro era certamente pesante avere questa scissione, ma ho sempre pensato che non fosse migliore la sorte di quelli che agli occhi del mondo erano i compagni 'ufficiali'. Vi immaginate com’è brutto amare qualcuno che non si accetta, che si nasconde, che vive nel terrore di essere se stesso e che ti guarda sognando qualcuno di un altro sesso? Un po’ più di libertà di essere salverebbe tutti e tutte da equivoci e storie infelici, che possono trasformare la vita in un inferno senza motivo.

ANCHE NOI ABBIAMO UNA FAMIGLIA

Una volta una signora anziana, madre di un ragazzo gay, mi ha raccontato di essere stata fermata da un carabiniere durante un Gay Pride. Lei sfilava per sostenere il figlio, il carabiniere ha pensato che fosse una vecchietta rimbambita che per errore si era trovata a camminare in un corteo gayfriendly, perciò ha cercato di portarla fuori dalla parata. Capito il fraintendimento, lei ha detto: «Sto bene, qui, faccio parte di un’associazione di genitori di omosessuali». E ha raccontato che lui di getto le ha risposto «Ah. Non sapevo che gli omosessuali avessero dei genitori». A parte la gaffe, il senso è che ancora oggi fa comodo a molti pensarci come 'diversi' piovuti dal cielo, ma la realtà è che come tutti gli altri, anche noi abbiamo famiglie, genitori, fratelli, sorelle, nonni, quasi sempre etero, se ci fosse bisogno di dirlo, che li supportano, proteggono, difendono e che si preoccupano per noi. E far male a noi, ogni volta, vuol dire farne anche a loro.

«A MORTE I GAY» NON È LIBERTÀ DI OPINIONE

Il bullismo, il tormento online e offline, lo stalking, il mobbing e molte altre dinamiche persecutorie hanno, alla base, un’opinione. L’idea che l’altra persona, siccome è diversa, meriti meno, vada punita ed emarginata è sbagliata. Così come il pensiero che esistano esseri umani di serie A e di serie B (inutile dirlo, di solito chi pensa in questo modo si sente di serie A). Succede spesso, in particolare nei periodi di crisi economica, si assiste al rinvigorirsi di ideologie che si nutrono di un’idea di superiorità a scapito di altre esistenze, considerate inferiori, che, in quanto tali, vengono condannate a subire. Non bisogna confondere quindi la libertà di opinione con l’espressione dell’odio e l’incitamento alla violenza, perché la libertà è fatta di rispetto e tolleranza. Peraltro, i violenti sono sempre gli stessi ma le categorie bersagliate cambiano man mano che imparano a difendersi e finire improvvisamente nel mirino è un attimo per chiunque perché la prepotenza risparmia solo se stessa.

SE A TUO FIGLIO PIACCIONO LE BAMBOLE, MAGARI SARÀ UN BUON PADRE

Da bambini, l’esercizio di creatività e fantasia è fondamentale per scoprire chi siamo, per esplorare le nostre capacità e inclinazioni e diventare adulti felici e interi. Trovare il proprio talento è spesso difficile ma lo sarà di più se si percorre una strada seminata da divieti, se ci è vietato sperimentare, se la metà dei percorsi che abbiamo davanti ci sono preclusi perché ritenuti 'da femmina' o 'da maschio'. Così, se una bambina si arrampica sugli alberi più che chiedersi se diventerà lesbica, bisognerebbe pensare che forse ha le doti per diventare un’atleta, o che potrebbe fare la pilota, dato che le piace guardare le cose dall’alto. E se un bambino si fissa per un po’ con il colore rosa, magari sarà perché è un gay in erba ma può darsi anche che siano i primi segnali del fatto che pone attenzione ai colori e questo potrebbe dire di lui soltanto che da grande farà l’artista, l’imbianchino, il fisico o il grafico. Liberarsi dagli stereotipi allarga gli orizzonti di tutti e se il fantasma gender (non esiste, lo sapete, vero?) vi sembra inquietante per il futuro dei vostri bambini, guardatevi intorno e rispondetevi da soli: siete davvero sicuri che vietare loro cosa dire, fare o pensare sia una garanzia della loro futura felicità?

PRIMA O POI LE PERSONE VESSATE SI STANCANO DI SUBIRE

I diritti, quando non sono disponibili per tutti, si chiamano privilegi e le disuguaglianze fra cittadini portano alle cosiddette guerre fra poveri, che non finiscono mai bene. Quando le persone si sentono discriminate, soprattutto se rispettano i loro doveri di cittadini di uno Stato da cui però non si sentono tutelate, prima o poi si stancano di vivere da vittime e possono diventare imprevedibili, rancorose e aggressive. Se distruggi la vita, le speranze e i sogni per il futuro di qualcuno, è assai probabile che prima o poi il senso di rivalsa abbia la meglio, perchè gli rimane poco da perdere e molto da vendicare. Il mondo non si divide fra omosessuali e omofobi, ma la maggior parte della gente si colloca a metà strada, e spesso, nei casi di persecuzione, le persone tendono a distogliere lo sguardo per 'quieto vivere'. Ma non c’è niente di quieto nel subire una persecuzione e, agli occhi di non ha avuto scelta, aggressori e omertosi sono quasi sullo stesso piano.

E CHI PAGA?

Essere emarginati, maltrattati o aggrediti, nonché reprimere i propri sentimenti, desideri ed emozioni fa male all’anima e al corpo. Il che significa (oltre a ricoveri in pronto soccorso o ospedali) disturbi cronici o frequenti picchi di malessere di vario genere e tipo: disturbi alimentari, depressione, ansia, malattie psicosomatiche, problemi della sessualità e dell’autostima, autolesionismo, aumento delle malattie autoimmuni. Se pagate le tasse, saprete che il servizio sanitario nazionale è a carico vostro, e quindi pagate di tasca vostra anche questi problemi. Se invece le tasse non le pagate, credo abbiate da capire questioni ben più urgenti del perché l’omofobia fa male anche a voi.

QUINDI, COSA FARE?

Se tutto ciò non bastasse, mi permetto di suggerire che, storicamente, ogni volta che qualcuno ha provato a regolare o a vietare il sentimento e il desiderio delle persone, ha perso. Non ci sono riusciti quando volevano impedire le unioni interrazziali (considerate un abominio) né quando l’amore da proibire era quello fra persone di diverse caste o classi sociali, del quale si diceva avrebbe indebolito il sangue della stirpe e la stabilità sociale. Non vincerà nemmeno nel nostro caso: i primi casi di omosessualità noti risalgono ai greci o addirittura prima (sospetto che a ben analizzarli, anche i graffiti rupestri avrebbero da dire qualcosa in merito) e come noterete, pur essendo osteggiati da sempre, non solo non siamo scomparsi ma, anzi, siamo sempre di più e più visibili che mai. Se siete nostri amici, dateci una mano, così da farla finita con questa storia, che ogni due minuti dobbiamo ancora fermarci e perdere tempo a spiegare a qualcuno che non abbiamo fatto niente di male e che abbiamo diritto ad esistere come tutti gli altri. Dobbiamo ripristinare il prima possibile un modello sociale di civiltà, di cui beneficeremo tutti, per poi poter investire le energie collettive a sanare tutte le altre ingiustizie che ci circondano. Se invece ci siete ostili, vi consiglio di farvene una ragione. Avversarci, sia con le 'buone' che con le 'cattive', non è mai servito, non serve e continuerà a non servire a nulla.

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