Elezioni 2018

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15 Maggio Mag 2018 1342 15 maggio 2018 Aggiornato il 18 maggio 2018

Nel contratto di governo Lega-M5S c’è pochissimo spazio per le donne

No, il problema non è soltanto la rappresentanza. Il punto principale è che già nei programmi delle elezioni del 4 marzo 2018, il tema è quasi inesistente.

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Contratto Governo Donne Lega M5s

Il rapporto di Lega Nord e Movimento 5 Stelle con le donne non è stato semplice alle elezioni del 4 marzo 2018. E si è visto durante la famosissima riunione al Pirellone per il contratto di governo tra Matteo Salvini, Luigi Di Maio e i loro entourage: quasi tutti uomini. La foto è diventata virale sui social network tra i meme e l'indignazione di alcuni utenti che non hanno per niente gradito la presenza di una sola donna: Laura Castelli.

La domanda che sorge spontanea è: essendo un incontro quasi esclusivamente per maschi, nel contratto di governo ci saranno anche dei punti sui diritti delle donne? Beh, no. Secondo il documento definitivo pubblicato sul Blog delle Stelle, le uniche due sezioni interessate sono la numero 17 ('Pensioni. Stop Legge Fornero') e la numero 18 ('Politiche per la famiglia e per la natalità'). Per quanto riguarda il primo capitolo, Lega Nord e Movimento 5 Stelle hanno dedicato un solo paragrafo (su quattro) alle donne.

Prorogheremo la misura sperimentale 'opzione donna' che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili

Sul secondo punto, invece, ben due parafrafi (su quattro) riguardano le donne.

È necessario rifinanziare gli Enti Locali dando priorità al welfare familiare (come ad esempio il sostegno per servizi di asilo nido in forma gratuita a favore delle famiglie italiane, le politiche per le donne, per gli anziani e la terza età, il sostegno alle periferie), in un’ottica di sinergia tra tutte le componenti dello Stato per raggiungere gli obiettivi di sviluppo economico di qualità e per far uscire il Paese dalla crisi economica

Occorre introdurre politiche efficaci per la famiglia, per consentire alle donne di conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro, anche attraverso servizi e sostegni reddituali adeguati. Inoltre, è necessario prevedere: l’innalzamento dell’indennità di maternità, un premio economico a maternità conclusa per le donne che rientrano al lavoro e sgravi contributivi per le imprese che mantengono al lavoro le madri dopo la nascita dei figli

Ma dobbiamo davvero stupirci se nel contratto di governo le donne sono considerate solo lavoratrici-pensionande e mamme? Assolutamente no. E il motivo non riguarda solo la rappresentanza di genere della riunione al Pirellone: riguarda i programmi presentati per le elezioni politiche. Torniamo un attimo ai documenti di Lega e M5S pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno.

LE DONNE SECONDO LA LEGA NORD

Tenendo conto dei 10 punti sottoscritti dal Carroccio (ma anche da tutta la coalizione di centrodestra), si parla di donne soltanto nella sezione numero sette, ovvero 'Più sostegno alle famiglie'. Ci sono addirittura due passaggi dedicati: «Difesa delle pari opportunità e tutela delle donne con riconoscimento pensionistico a favore delle madri» e «Tutela del lavoro delle giovani madri». A parte un generico 'Difesa delle pari opportunità e tutela delle donne', è piuttosto chiaro che il partito di Matteo Salvini parla di donne (quasi) esclusivamente se sono anche mamme.

LE DONNE SECONDO IL MOVIMENTO 5 STELLE

Anche nel caso del Movimento 5 Stelle, dobbiamo spulciare il programma in 20 punti. Di donne si parla nella sezione numero 10: 'Superamento della Legge Fornero'. L'unico passaggio riguarda l' 'opzione donna', una manovra previdenziale dedicata alle lavoratrici, già contenuta nella proposta di legge presentata in Parlamento da Tiziana Ciprini nel 2017. Per il M5S, quindi, si parla di donna solo se è pensionata o prossima alla pensione.

ECCO PERCHÉ SI PARLA POCO DI DONNE NEL CONTRATTO DI GOVERNO

Alla luce di queste due 'concezioni' non ci dobbiamo stupire se finora non c'è stata una discussione sui diritti delle donne o sull'uguaglianza di genere o su qualsiasi altro tema al femminile nel contratto di governo. Quindi, di cosa stiamo parlando? Era già tutto scritto (e pubblicato in tempi non sospetti): le uniche donne rappresentate da un nuovo (ipotetico) governo gialloverde sono le mamme e le pensionande. Tutto il resto non conta.

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