Otto Marzo

Festa della Donna

8 Marzo Mar 2018 1424 08 marzo 2018

L'8 marzo è la giornata di tutte le donne, non solo le leader

Facebook ci invita a celebrare le innovatrici e quelle che ce l'hanno fatta. Dimenticandosi di tutte quelle che non ce la fanno, e che invece andrebbero sostenute ancora di più.

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8 Marzo Festa Donne Facebook

«È la Giornata internazionale della donna. Cogli l'occasione per ringraziare le donne innovatrici e leader che sono fonte di ispirazione per te». Queste sono le parole che Facebook ha scelto per celebrare l'8 marzo. Una semplice card stilizzata condivisa da migliaia di persone. Parole che mi fanno incazzare. Ok, si dirà: è Facebook, è marketing, è business. Sì, ma questa piattaforma scandisce nel bene e nel male le giornate della maggior parte di noi. Affidiamo all'algoritmo le nostre emozioni, le nostre arrabbiature, le nostre spesso inutili indignazioni. Ma anche i nostri pensieri o il nostro lavoro.
Per questo mi sento, caro Zuckerberg, di dissentire. Oggi, e non solo, io voglio stringermi a tutte le donne, non solo le cosiddette leader o le innovatrici. Tutte, nessuna esclusa.

Mi stringo alle donne che sono ai margini e a quelle maltrattate, che subiscono molestie denunciando o restando in silenzio. Alle donne ammazzate da criminali che avrebbero dovuto solo amarle (114 le vittime di femminicidio dal primo gennaio al 30 ottobre 2017). A quelle che pur lavorando e pur avendo lo stesso curriculum di un uomo, guadagnano meno di lui (l'Italia, ricordiamolo, è al 103esimo posto per la differenza di reddito secondo le Nazioni Unite). Sono accanto alle donne che perdono il lavoro perché sono incinte e a quelle che mamme non lo sono ma si alzano e lottano lo stesso ogni santo giorno. Alle donne intrappolate in un corpo da uomo, alle donne coraggiose così come a quelle che hanno paura. Alle donne malate e a quelle che curano. Sono vicina alle donne che cedono, che sbagliano. A quelle che sanno rialzarsi e a quelle che restano schiacciate. A quelle che rinunciano come a quelle che hanno successo e si sentono realizzate e felici.

Ma soprattutto sono accanto a ogni bambina. E mi batto nel mio piccolo affinché abbia una vita migliore di quella di sua madre e di sua nonna. E soprattutto perché, crescendo, non abbia paura di essere donna, non si penta di essere donna. Anche solo leggendo gli sfottò e gli insulti di cui noi donne costantemente siamo bersaglio. Anche su Facebook.
Un'ultima cosa, caro Zuckerberg: la fonte di ispirazione è in noi stesse. Invece di delegare il nostro futuro a leader o innovatrici dobbiamo pretendere di poterlo diventare a nostra volta, senza continuamente sbattere la testa contro un tetto di cristallo.

Per questo, oggi e non solo, colgo l'occasione di ringraziare le donne. Tutte e nessuna esclusa.

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