Elezioni 2018

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2 Febbraio Feb 2018 1355 02 febbraio 2018

Laura Boldrini e le donne che la insultano sui social

Abbiamo pubblicato su Facebook un'intervista alla Presidente della Camera. E la nostra pagina è stata invasa di commenti sessisti, omofobi e razzisti.

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Laura Boldrini Facebook Insulti

I social network sono un'arma a doppio taglio: estremizzando, possono portare al successo o oppure distruggere la reputazione di un qualsiasi personaggio. È una vera e propria arena dove i 'mi piace', le condivisioni e i commenti fanno da padroni. In particolare questi ultimi, e ancora più in particolare nella forma di insulti. Soprattutto se c'è di mezzo la Presidente della Camera Laura Boldrini. Una testimonianza che la politica, per molti utenti, è un personaggio piuttosto odiato, anche se non si sa bene il perché. Ci aveva provato L'Espresso a dare una risposta nel 2016 ma i dubbi, a distanza di quasi due anni, sono ancora molti. Una certezza però c'è: e cioè che su Facebook, appena parli di Boldrini, una muta di utenti è pronta a insudiciare la tua pagina social. È successo anche a noi, che Boldrini l'avevamo intervistata.

TUTTE CONTRO UNA

Sulla pagina Facebook di LetteraDonna quei commenti non li trovate. Li abbiamo nascosti. E non perché vogliamo censurare chi ha idee politiche diverse da Laura Boldrini: censuriamo e non tolleriamo, quelli sì, insulti, nefandezze, ingiurie. Che sono sempre tante, e tradiscono un'acrimonia e una volgarità di pensiero che, lo confessiamo, ci fa un po' paura. Anche perché, spesso, sono proprio le donne ad insultarla, accusandola di aver tradito l'ideale femminista di uguaglianza di cui Boldrini è sempre stata una grande sostenitrice.
È una donna, ad esempio, a commentare con un laconico «benzina». È una donna a definirla «peggiore delle puttane del Berlusca», prima di lanciarsi in una filippica contro le ormai mitologiche «risorse boldriniane» e poi attaccare nuovamente la Presidente dandole del «letame» e dispiacendosi perché «non hanno fatto a pezzi tua figlia».

«COME HITLER»

Ma non abbiamo finito. È sempre un'altra donna a scriverle «Non hai diritto di vivere». E un'altra ancora a dire che è «peggio di Hitler», prima di darle della «baldracca zozza schifosa». C'è poi chi (una donna) si 'limita' a darle della cretina, un'altra che la invita ad andare a quel paese, chi le dà della pazza, chi le dice che fa «pena e vomito». Tutte donne. D'altronde, tra i primi commenti spicca un nettissimo «Boldrini a noi donne ci fai schifo». Scritto da una donna, come tutti gli altri commenti.

LE DONNE DELL'URNA ACCANTO

Un odio viscerale, espresso da donne che, a visitare i loro profili, sembrano in linea di massima donne qualsiasi. Certo, c'è un'ultrà della Lazio con l'immagine profilo di Anna Frank con indosso la maglia celeste. Ma anche quelle che sembrano tante signore qualunque, di una certa età, magari quelle che si incontrano al mercato, che sono orgogliose dei figli sportivi e laureati e impazienti di condividere catene di sant'Antonio per salvare la vita di bambini col cancro. Soprattutto, donne che magari troveremo in fila alle urne il quattro marzo, convinte che i politici siano tutti ladri, ma con un'idea ben chiara su chi votare. E non certo la Boldrini.

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