5 Gennaio Gen 2018 1725 05 gennaio 2018

Maneskin innovativi? No, vintage come i pantaloni a zampa

Il successo velocissimo, i sold out, lo spot Volvo. Ma il glam rock della band romana è qualcosa di visto e rivisto. Così come il trucco, e il nudo, di Damiano.

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Maneskin X Factor

Sono una band di ragazzini, fino all'estate scorsa in pochi li conoscevano, ora fanno sold out (con biglietti da oltre 25 euro) in tutte le date del loro tour e si prestano a entrare nel salotto di Fabio Fazio, a Che tempo che fa, su Rai 1. Se il concetto di «bruciare le tappe» dovesse avere il suo esempio sul dizionario, lo trovereste alla voce Maneskin (qui la nostra intervista). La band romana arrivata seconda all'ultima edizione di X Factor sta riscuotendo un successo impressionante e senza pari, almeno nella sua rapidità, nelle precedenti edizioni di questo e altri talent. Guardare, anzi ascoltare il nuovo spot di Volvo per credere.

Merito della televisione, senza dubbio, della sapiente mano di Manuel Agnelli e dello staff di X Factor che ha saputo cucire attorno a questi quattro ragazzi nemmeno maggiorenni (l'unico ad aver raggiunto i 18 anni è Damiano David, il cantante) il vestito di alternativa e novità assoluta nel panorama musicale italiano. Ma quanto c'è di vero in questo? Poco, per la verità, e in parte lo dicono anche loro. I Maneskin definiscono la loro «la musica Anni '70 al… 2020», un misto tra funk, pop, rock, dove tutto è abbozzato e niente è approfondito.

Non c'è costrutto nei testi, altamente autocelebrativi, c'è poca, pochissima sostanza, ma tanta tanta apparenza. Un atteggiamento dichiaratamente arrogante che piace soprattutto al pubblico più giovane, letteralmente impazzito per il look eccentrico e gli atteggiamenti da «coatti» (sono loro stessi a definirsi così) di Damiano e Victoria. Non hanno paura di nulla, lo ripetono persino nel loro primo singolo Chosen, e sentono di poter fare tutto. In un'intervista alla Lettura del Corriere della Sera, Damiano ha rimarcato il concetto: «Ma chi sono per dirmi che non posso andare in giro con la pelliccia di leopardo perché non sono Mick Jagger? Io posso. E infatti Jagger è diventato Jagger perché ha detto: io posso».

Per la verità Jagger è diventato Jagger perché ha saputo portare tutto quel carico di provocazione (accompagnato a una quantità di talento non trascurabile) in una fase storica ben diversa da quella attuale, è stato voce e immagine della rivoluzione sessuale di fine Anni '60. Sono passati 50 anni, e una pelliccia di leopardo o la matita sugli occhi, oggi, non hanno lo stesso significato di allora. Il glam rock ha avuto un suo ruolo e una sua funzione, ma è superato, oggi è solo oggetto di scena, peraltro nemmeno troppo innovativo, vintage come un paio di pantaloni a zampa d'elefante. Persino la scelta di mostrare un Damiano completamente nudo nel video di Chosen non è poi così nuova se si considera che 20 anni fa lo fecero Alanis Morissette e i Blink 182.

Dice Damiano che «il pubblico in Italia si è stufato del bravo ragazzo con gli occhi azzurri, che non dice parolacce e non fuma», che è «il tempo della rockstar che esagera e sfascia le stanze d’albergo». Ma quel tempo è già arrivato, c'è già stato, e forse sarebbe il caso di pensare alla musica, a fare musica, a portare dei contenuti. Su qualcosa il cantante romano ha ragione: «Ci sono tante band, ma poche sono quelle che ti rimangono impresse». E non c'è alcun dubbio sul fatto che i Maneskin sono rimasti impressi. La domanda, semmai, è quanto a lungo potranno restare sulla cresta dell'onda. Sono un gruppo di ragazzi molto giovani, con un pubblico molto giovane, ma arriverà, presto, anche il tempo di crescere. Ne saranno capaci?

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