11 Dicembre Dic 2017 1232 11 dicembre 2017

Liberi e Uguali, perché il logo è un flop per le politiche di genere

Il logo della nuova formazione politica declinato al maschile. Poi Grasso e i suoi provano a metterci una pezza che diventa un flop. Per la concezione decorativa delle donne.

  • ...
Pietro Grasso

Come risponde Pietro Grasso alle critiche che hanno accompagnato la nuova formazione politica con un nome, Liberi e uguali, declinato al maschile e una foto di esordio con quattro dirigenti maschi in fila (Grasso, Civati, Speranza e Nicola Fratoianni)?
Attaccandosi a una fogliolina, parte del nuovo logo.

L’Italia lo critica per aver dimenticato che le donne rappresentano la metà di un elettorato che merita rappresentanza anche nella leadership e lui che fa? Propone una fogliolina che richiami le donne e l’ambiente. Ospite da Fabio Fazio a Che tempo Che fa domenica 10 dicembre Grasso ha spiegato che «Le foglioline accanto alla I danno l’idea dell’ambiente e formano una E che dà la possibilità di individuare le donne come elemento fondante della nostra formazione politica». Donne, ovvero le «madri, sorelle, compagne, lavoratrici che possono aiutarci a cambiare questo Paese». All’obiezione di Fazio che le donne non siano nel gruppo dirigente Grasso auspica che «appena libera dalle incombenze da presidente della camera» possa unirsi a loro Laura Boldrini. Altre donne? Non pervenute.

NON SIAMO UNA SPECIE DA PROTEGGERE

Eppure siamo tante, siamo ovunque. Non solo madri, sorelle, compagne di, ma cittadine. Lavoratrici non di supporto ma protagoniste delle nostre vite e le nostre professioni. Sappiamo far di conto, analizzare, riflettere, progettare, costruire. Non siamo una riserva di panda, una specie da proteggere e accontentare mentre il potere, si sa, è cosa da uomini. Non siamo le amiche a cui chiedere aiuto dopo che avete preso le vostre decisioni.

SE LA PEZZA È PEGGIO DEL BUCO

Ne 2012 una infelice campagna pubblicitaria della Bricomatt riempì le strade di Torino di cartelloni e volantini con la foto di una ragazza che vomitava in un WC. Le proteste della società civile e delle associazioni impegnante sul tema anoressia indussero lo IAP (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria) a chiedere il ritiro della campagna. Nel comunicato di scuse della Bricomatt si lesse che «La ns. Donna voleva ingentilire un prodotto, la discarica di macerie e rifiuti da ristrutturazione, normalmente molto maschile».
A questo ho pensato quando ho visto la fogliolina di Pietro Grasso. Un tocco di leggerezza in quella cosa pesante e tutta maschile che è la politica, fatta di economia, lavoro, finanza, rapporti internazionali tra esperimenti nucleari e riarmi. Su cui a decidere servono uomini duri.

DECORATIVE? NO, GRAZIE

Immagino Grasso e co. (e i creativi) al lavoro per rimediare a quel nome così criticato in un Paese che non può più negare la necessità di aprirsi alle pari opportunità. Come mai non hanno trovato di meglio che una fogliolina decorativa? Non rivela forse questo una disarmante ignoranza sulle politiche di genere di cui si vogliono fare maldestramente portatori?
Caro Pietro Grasso, cari uomini poco liberi e molto uguali, noi non siamo un tema. Noi non siamo brave a dare una mano. Siamo capaci di prendere decisioni, gestire il potere e la responsabilità delle scelte. Smettetela di avere paura.
A proteggerci sarà Dio, o Babbo Natale, non il vostro color amaranto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso