Fausto Brizzi

Caso Fausto Brizzi

15 Novembre Nov 2017 1827 15 novembre 2017

Molestie, il problema è (anche) chi dice sì al sesso per fare carriera

Lasciamo un attimo da parte vittime e carnefici. C'è una terza categoria di cui si parla poco: quell* che accettano proposte indecenti. Sono loro ad alimentare il senso di potere di registi, produttori, e datori di lavoro.

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Romanoff

Una noiosa e fredda domenica. Io, il telecomando e la tivù. Comincia Cristina Parodi con Domenica In e l'intervista a Dario Argento. Poi la palla passa a Canale 5 con Barbara D'Urso e il suo salotto urlante. Verso sera capito su Le Iene e Non è l'arena, la nuova trasmissione di Massimo Giletti. Tutti parlano di Fausto Brizzi, dello scandalo molestie (a Hollywood) e in Italia. Non sono da meno le varie testate giornalistiche e i social network. La domenica è passata, ma, giustamente, non l'attenzione mediatica sul caso. Una delle tante cose che colpisce di questo dibattito, ormai incessante, è come tutti si occupino delle vittime e degli aguzzini (anche se per il nostro Paese la suddivisione non pare essere così netta) dimenticandosi di una terza categoria di protagonisti che permette a quel tipo di sistema di prosperare: quell* (non per forza si tratta di donne) che ci stanno. Sappiamo benissimo che c'è chi venderebbe la mamma pur di far carriera. Un po' come Valentina, il personaggio interpretato da Nicoletta Romanoff nel film Ricordati di me. D'altronde cos'è un po' di sesso orale o una scopatina al volo in confronto a chi ci ha messo al mondo?

Ecco. Questa gente è il problema. Non chi denuncia, non chi scappa. Anche (e soprattutto?) contro di loro andrebbe puntato il dito perché è questa gente che alimenta il senso di potere di registi, produttori, e, perchè no, datori di lavoro 'normali'. Abituati ai «sì», o addirittura alle lusinghe di chi, per andare avanti, fa sesso con il loro ruolo più che con la loro persona (buongiorno tristezza!), si trovano a vivere in una dimensione parallela dove la parola «no» non esiste, non è contemplata. Quando la sentono, alcuni (casi patologici probabilmente) allungano lo stesso le mani compiendo un abuso, altri incassano, ma se la legano al dito facendo terra bruciata attorno al* malcapitat* e premiando quell* che si concedono volontariamente (peraltro spesso personaggi che non hanno alcun talento se non quello di sapersi abbassare le mutande).

Storie del genere le abbiamo sentite tutti perchè non riguardano solamente il mondo del cinema, della moda, della musica e della tivù. Ma anche quello della politica, degli uffici, dei bar di provincia e chi più ne ha più ne metta. E, visto che di prostituzione si tratta, non sarebbe intellettualmente più onesto pagare il disturbo di chi si concede in cash e non con ruoli, contratti o avanzamenti di carriera, a discapito di chi probabilmente è più meritevole, ma meno disponibile?

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