12 Ottobre Ott 2017 1230 12 ottobre 2017

I 40 sono i nuovi 20: sì alle milf, no alle barbie

Che male c'è ad avere cura di se stesse e volersi divertire alla soglia degli anta? Sì può essere mamme e donne, con o senza un divorzio alle spalle.

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40 sono i nuovi 20 - Reese Witherspoon

Durante il rito mattutino del caffè, nel bar accanto alla scuola dei figli, ho dato una sbirciata ai film in uscita, assieme a un paio di altre madri, per capire se nel fine settimana c'è in cartellone qualcosa che ci può interessare. L'occhio è caduto subito su 40 sono i nuovi 20, commedia firmata da Hallie Meyers-Shyer, con Reese Witherspoon che veste i panni della neo-divorziata Alice: nel vedere il trailer, ci ha fatto subito simpatia la mamma un po' svalvolata, che rimorchia il ragazzo giovane e, ovviamente, belloccio.

Certo Alice è bella, bionda e, dopo la separazione dal marito discografico, lascia la Grande Mela per andare a vivere a Los Angeles, nella villa di papà, regista di successo. Quindi si muove in una situazione privilegiata, in un mondo patinato, con il quale non è certo facile identificarsi. Ma, circostanza a parte, la sua storia potrebbe essere quella di una qualsiasi donna reale alla soglia dei fatidici 'anta'. E fa sorridere, perché la situazione è di una che si barcamena fra due bambine vispissime, nel tentativo di reinventarsi un lavoro, quello di arredatrice, con la passione per un giovane aspirante regista e le richieste di ricostituire la famiglia da parte dell'ex coniuge. Che merita il pollice verso, come tutti i mariti, o ex, che realizzano il valore della loro donna solo dopo averla persa.

Il tema è insomma quello delle quarantenni che sembrano avere, o cercarsi, una seconda opportunità in ambiti diversi. E fanno un po' le ragazzine: nuova vita, nuovi amori, nuovi slanci. Beh, finora infischiarsene dell'anagrafe era una prerogativa degli uomini, adesso lo è sempre meno. Qualche esempio? Nell'ultima fashion week di Milano, per Donatella Versace hanno sfilato le cinque divine consacrate dal fratello Gianni: Naomi Campbell, Carla Bruni, Cindy Crawford, Claudia Schiffer ed Helena Christensen, tutte attorno ai cinquanta ma che danno dei punti alle figlie, o alle ragazze con la metà dei loro anni, in fatto di forma e sex appeal. Come fanno del resto le varie Monica Bellucci, Liz Hurley, Halle Berry.

Ma anche nella vita di tutti i giorni, capita sempre più spesso di incrociare mamme ben tenute, curate, belle: tinta impeccabile, unghie laccate, trucco in nuance con gli abiti. Sono le madri che mio figlio, sogghignando, chiama «milfone», soprattutto quando, nel cortile della scuola, fanno capannello attorno al maestro di turno. Però, sarcasmo a parte, che male c'è nell'avere cura di sé? Trovo che valorizzarsi sia più che legittimo: in fondo, una mamma rimane pur sempre anche una donna. L'importante, dal punto di vista estetico, è non scadere nel patetico, tipo chiome da Barbie, canotte che evidenziano qualche rotolino, o shorts quando non te lo puoi permettere. O, peggio, labbroni a canotto e blefaroplastiche che ti cambiano i connotati.

Sul piano del comportamento, invece, diventa un po' più complicato. Perché una mamma-ragazza, che ha ancora voglia di uscire, divertirsi, coltivare le sue passioni, rischia di diventare amica e complice dei suoi figli, la classica 'fan' che fatica a prendere le distanze dalla prole, perdendo in obiettività e autorevolezza. Però, se una si sa reinventare, saprà anche fare equilibrismo, no?

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