10 Ottobre Ott 2017 1241 10 ottobre 2017

Maria Elena Boschi: commenti social da record

La sottosegretaria twitta sulla parità salariale citando come esempio quella tra calciatori e calciatrici norvegesi. E il web si scatena tra rabbia e prese di giro.

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Maria Elena Boschi

Caro Andrea, ti sbagliavi quando non sapevi minimamente cosa scrivere su Maria Elena Boschi, pensando che fosse un personaggio di fantasia, vuoto e per questo da riempire di senso. Ti sbagliavi alla grande, anche se lì per lì ti ho dato ragione e mi sono pure divertito a leggerti. Perché su MEB si potrebbe scrivere un'enciclopedia intera. A dirtelo, e a dircelo, non è però un vassallo del Pd che ci debba convincere in qualche modo sulla professionalità e le competenze della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio (tra l'altro, non credo ci riuscirebbe), ma gli oltre 800 commenti sui profili social della politica aretina, meritevole o colpevole, a seconda dei punti di vista, di aver annunciato via Twitter e Facebook la prossima sfida da vincere #insieme.

PARITÀ SALARIALE, UNA PARTITA DA VINCERE

La «partita», termine non usato a caso, è di quelle serie visto che sul tavolo Maria Elena da Montevarchi mette la parità salariale tra uomini e donne (no, non vi confondete, il format dell'altra Maria, la De Filippi, stavolta non c'entra niente). Lei giura di discuterne con il ministro Lotti, quello dello Sport, peccato che lo spunto per tirare in ballo la questione parta dall'annullamento del gender pay gap tra calciatori e calciatrici della Nazionale norvegese. Una scelta indubbiamente nobile quella della Federazione 'salmonata' (giocatori e giocatrici riceveranno lo stesso compenso per gli impegni internazionali) ma che per gli italiani non c'azzecca per nulla con i diritti sbandierati dalla Boschi. I più benevoli le suggeriscono, ogni tanto, di stare zitta e non dire stupidaggini; gli increduli pensano a un hackeraggio dell'account; gli ironici parlano di priorità incombenti e fondamentali in un Paese, il nostro, dove non funziona niente; gli incazzati, e sono la stragrande maggioranza, si scagliano invece contro la povera MEB dandole, quando va bene, dell'ignorante.

NON LEVATELE I SOCIAL

Leggere tutti i commenti è impossibile, a meno che il mio caporedattore non mi regali una giornata di lavoro da spendere su Fb. Però vi consigliamo di farlo, ce ne sono alcuni davvero esilaranti tipo «non ci dormivo la notte», oppure «è giusto pensare anche alle pari opportunità tra pescatori di acqua dolce e quelli di acqua salata»per far capire come stavolta la Boschi abbia proprio rasentato il ridicolo. Un post, però, basta e avanza per capire la reazione che va per la maggiore: «La Norvegia, cara la mia ignorante, dovete prenderla ad esempio per altre cose», si legge in un post serio. «In primis per la maternità e i congedi parentali dal lavoro che durano 12 mesi e che sono retribuiti a pieno sia per mamme che per papà. Ci sono gli assegni familiari nello stipendio anche per le lavoratrici autonome, mentre ogni neomamma disoccupata riceve 6mila euro in un'unica soluzione per i bisogni del primo anno, poi per il secondo può usufruire di un assegno di 750 euro al mese. Pensate a cosa potete imparare per migliorare la vita dei cittadini. Come i reinserimenti nel lavoro per i 40/50enni che, se in Italia perdono il posto, si possono tranquillamente suicidare». Di situazione del genere, sia chiaro, non è certo Maria Elena Boschi la responsabile. Però, come avevamo chiesto anche per Giorgia Meloni, forse è bene che anche alla donna più in vista del Pd tolgano la possibilità di esprimersi sui social se, spesso, le sue uscite risultano infelici. Lo dico per il suo bene e contro i nostri interessi di giornalisti, che altrimenti, almeno di Maria Elena Boschi, non sapremmo cosa scrivere.

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