Chiedilo a un uomo

3 Ottobre Ott 2017 1931 03 ottobre 2017

Relazioni social: cosa fare quando l'amore nato in Rete svanisce

Se lo chiede una lettrice, delusa dal comportamento del suo uomo dopo i primi approcci su Facebook. 

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Relazioni Social Network

Caro Roberto,
vado subito al dunque: vorrei sapere cosa ne pensi dei rapporti nati in rete. Perché ho conosciuto un ragazzo a una cena fra amici, era di passaggio per qualche giorno nella mia città. Ci siamo trovati simpatici, ci siamo aggiunti su Facebook e, da quel momento, ci siamo scritti sempre, parlando anche di cose intime e qualche volta in modo spinto. Siamo riusciti a organizzarci per vederci spesso ed è stato bellissimo. All'inizio credo di essermi innamorata di lui, era esattamente come mi ero sempre immaginata un uomo, ma, ultimamente, ho iniziato a rivalutare l'idea che mi ero fatta. Mi è sembrato più superficiale ed egoista, per esempio, e tante altre cose che non sto qui a dirti. Sai dirmi com è possibile questo comportamento?
Marcella

Lo dico a te ma lo sto dicendo anche a me: spegni il cellulare; oppure tienilo lontano per qualche ora. La mattina quando ti svegli, mentre bevi il caffè o sei sul wc, anziché leggere l'oroscopo di Fox o vedere cosa hanno combinato i tuoi amici su Instagram, prendi l'abitudine di leggere un pezzettino di libro. Se poi lavori al computer stacca internet, e vedrai che produrrai di più. Ma, soprattutto, non ti sentirai sola. Perché è questo il tema: sentirsi soli. Sono pochissimi ormai i lavori che non si fanno al computer. Passiamo le nostre giornate davanti a uno schermo e in questa solitudine si insinuano le relazioni come quelle che stai vivendo tu, nell'illusione che venga smorzata e che questo bisogno antico di condividere almeno in parte si realizzi. Ma ho pensato anche che, se percepiamo così tanto questa solitudine, è anche perché è i social network ci mettono davanti a una vetrina, di continuo - come quelle vetrine delle pasticcerie che ci fanno venire fame anche quando non ne abbiamo -, attivando il desiderio. Con la moltiplicazione vertiginosa delle relazioni possibili, i social network ci fanno sentire soli e mai soddisfatti abbastanza, ma poi, loro stessi, ci offrono una soluzione: vogliono essere la causa e la cura. Il mercato dei social network vende la nostra solitudine. Non è per forza un male, ma è bene saperlo quando li usiamo.

Questa persona all'inizio ti piaceva perché era la risposta a un tuo bisogno: e infatti dentro ci hai messo tutto il tuo immaginario su un uomo, perché in fondo sei ottimista, come tutti noi essere umani, e hai sperato nel meglio possibile, appoggiandoti magari a qualche elemento che gli corrispondeva. Ma poi è emersa la persona, vera, con la sua ineluttabile tridimensionalità (anche dell'anima).
Io amo la tecnologia, a patto che la si viva con consapevolezza, come strumento e non come dipendenza contro la solitudine. Anche perché, se ci concentriamo sulla realtà, viva e quotidiana, se siamo in contatto con noi stessi prima ancora che con centinaia di persone possibili, quella solitudine indotta non la sentiremo e sapremo guardare gli altri per quello che sono.

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