Grande Fratello Vip 2017

Grande Fratello Vip

3 Ottobre Ott 2017 1330 03 ottobre 2017

Grande Fratello Vip: bestemmie no, omofobia sì?

Marco Predolin eliminato per un'espressione blasfema, discriminare i gay (come fa Giulia De Lellis) invece vale. Ma la vergogna è il Gf che lo permette.

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Grande Fratello Vip - Giulia De Lellis

L'omofobia televisiva ha toccato il suo fondo più becero, quello dell'indifferenza e della legittimazione di comportamenti alquanto discutibili. Parliamo del Grande Fratello Vip e di un susseguirsi di luoghi comuni su gay, adozioni, malattie e chi più ne ha più ne metta, culminati in prima serata su Canale 5 con un acceso diverbio tra Alfonso Signorini e Giulia De Lellis - se vi interrogate su chi sia, siete in buona compagnia - e l'eliminazione di Marco Predolin, non certo per aver definito 'normali' gli omosessuali non effemminati, ma per una bestemmia. La famosa separazione tra Stato e Chiesa e la doppia morale dove un'offesa a un cattolico è più forte che una a un gay.

Soffermarsi sui fatti è inquietante ma utile a cogliere l'essenza di un personaggio come Giulia De Lellis, attorno alla quale anche il GF pare aver fatto scudo, se non altro perché seguita da milioni di ragazzine che sui social la venerano e che, temo, abbiano le sue stesse ristrette visioni del mondo. Un mondo in cui «se un gay o un drogato mi chiedono una sigaretta gliela lascio perché sono ipocondriaca», o dove «i figli dei gay secondo me diventano gay», ipse dixit. Queste frasi pronunciate dentro la casa del Grande Fratello Vip hanno scatenato - a scoppio ritardato - le ire dell'opinionista Signorini che l'ha giustamente accusata di ignoranza. La giovane 'esperta di tendenze' invece di cospargersi il capo di cenere o di sprofondare negli abissi del nulla intellettuale che la circonda, ha contro attaccato con la veemenza tipica di certi salotti televisivi e di una generazione non abituata al mea culpa.

Giulia De Lellis al Grande Fratello Vip.

Grande Fratello Vip

Il nodo cruciale è proprio questo. L'incapacità di capire i propri errori e di porne rimedio, laddove ci sia la possibilità. Nel caso De Lellis la cosa che più fa riflettere è la leggerezza e l'indomita inconsapevolezza di ciò che si dice e di come lo si dice. Certe osservazioni, prive di senso ovviamente, oltre a essere il manifesto del pensiero di un certo numero di persone, sono la causa principale dell'omofobia. Non è necessario infatti apostrofare qualcuno come frocio o culattone per cadere in fallo, ma spesso la banalità del male - per citare Hannah Arendt - si nasconde dietro alla normalità delle parole di tutti i giorni, all'indifferenza verso chi discrimina, pensando consciamente o inconsciamente di essere nel giusto, di non aver detto nulla di male. La cosa che fa più soffrire nel vedere la reazione della ragazza è la sua totale mancanza di strumenti per codificare il mondo, per capire le differenze, per cogliere le sfumature della vita. Lei e quelli come lei però sono l'humus perfetto per il procrearsi di odio, indifferenza e populismi. Non possiamo però voltare loro le spalle con snobismo ma dobbiamo cercare di porvi rimedio.

Prendersela solo con una ragazzina è poi ingiusto. Ed è, a mio avviso, il programma ad essere complice di questo strazio mediatico, di essere diventato una cassa di risonanza per considerazioni stolte e più gravi di quello che apparentemente possono sembrare. Nascondersi dietro al fatto che una tv commerciale non sia servizio pubblico, legittimando così ogni comportamento sconsiderato dei suoi protagonisti, è poi assai vile. Una trasmissione ha comunque il dovere di rispettare il proprio pubblico e oltre che intrattenere anche di non diseducare, visto che giustamente nessuno impone il compito di istruire o informare. L'appello è quello di cercare di alzare il livello o di impedire per lo meno che il megafono sia dato in mano a personaggi come la De Lellis, anche se ammetto che a volte vorrei fare un giro nella sua testa per capire ciò che pensa. Peccato che io abbia paura del vuoto.

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