21 Settembre Set 2017 1305 21 settembre 2017

Berlusconi-Lario: perché farsi mantenere non è un esempio di emancipazione

Veronica rimarrà sempre la seconda moglie dell'imprenditore. Un'immagine dura a morire finché continua a farsi pagare da lui. Sbagliato dipingerla come una donna indipendente, è offensivo per chi lotta davvero. 

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Berlusconi Lario (2)

Veronica Lario è la seconda moglie di Berlusconi. Così la conosciamo e così verrà sempre identificata. Ciò che rimane, quando si pensa a lei, non è l’immagine di una donna indipendente, di una lavoratrice che porta a casa il proprio stipendio, di un’attrice o di una affarista, ma soltanto che fosse sposata col ‘Cavaliere’. E la colpa, per quanto si possa criticare il magnate, non è dell’ex marito. Sicuramente, per via del rilievo politico, è una figura che le fa ombra, ma se si continua a parlare di lei affiancandola al nome di Berlusconi non è certo per questo. Il problema, piuttosto, è il suo attaccamento ossessivo al portafoglio dell’ottuagenario imprenditore. Fa notizia, per l’ennesima volta, che Veronica la furba stia ‘lottando’ per ricevere ancora assegni di mantenimento, quasi si trattasse di un modello da seguire per essere delle vere toste. Ma, nonostante la retorica dell’emancipazione di cui si è fatta tanto paladina dopo il divorzio, Veronica Lario non si è mai dimostrata una donna che ha ben presente cosa significhi davvero ‘indipendenza femminile’.

È così che, ogni volta che fa sfoggio di questa terminologia insulta chi per la liberazione ci lotta davvero. In fondo, uno dei princìpi cardini dell’autodeterminazione delle donne è l’autonomia economica. Non è certo necessario rispolverare la letteratura femminista per capirlo, basta un briciolo di coerenza di pensiero: com’è possibile considerarsi emancipate se non ci si mantiene da sole? Certo, il discorso non vale per chi ha davvero bisogno degli alimenti per andare avanti. Qui parliamo di mantenere uno stile di vita ultra privilegiato. Ma, a rigor di logica l’indipendenza femminile è incompatibile con la dipendenza da un uomo. Certo, ideologicamente parlando, da una famiglia di conservatori non c’è da aspettarsi ragionamenti simili. Al massimo, si sentiranno i soliti discorsi rabbiosi sullo «spillargli tutti i soldi perché è stato un bastardo».

Posto che questioni private riguardo a tradimenti e problemi di coppia li lasciamo al gossip, è importante che nel dibattito pubblico le donne che aspirano di vivere facendosi mantenere da un uomo non vengano mai confuse con quelle che invece combattono per affermarsi come persone che ce la possono fare da sole. Solitamente, chi accosta questi due pensieri agli antipodi lo fa usando la stucchevole retorica della ‘donna forte e vendicativa’.

Ma il concetto di emancipazione non andrebbe sporcato con queste superficialità irresponsabili. Il rischio è che in molte si facciano ammaliare dalla finta sensazione di empowerment che dà il denaro, quando invece l’affermazione di sé passa soltanto dalla rottura di ogni rapporto di dipendenza. Insomma, parlare di Veronica Lario come se fosse una guerriera per la liberazione femminile non solo è sbagliato, è anche pericoloso. Il suo esempio ci dice che non c'è una strada per essere attrici sociali alla pari degli uomini, e che quindi conviene pendere dalle labbra dei più ricchi e influenti tra loro.

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