15 Settembre Set 2017 1625 15 settembre 2017

Fantacalcio: è davvero un gioco solo per uomini? Assolutamente no

Ormai è un concetto obsoleto, visto che esistono prove concrete di ragazze appassionate a questo strano e fantastico mondo. Forse è il caso di finirla con questo sessismo al contrario.

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Fantacalcio

Il fantacalcio è 'noioso', 'stupido', una 'perdita di tempo' e, proprio per tutti questi motivi, una 'cosa da maschi'. Ogni tanto capita (e non c'è da stupirsi): anche noi possiamo essere vittime di sessismo. Certo, in questo caso si tratta di un gioco, ma le argomentazioni che sostiene, in parte, l'altro sesso sono piuttosto deboli. Ma andiamo per gradi. Per prima cosa sfatiamo subito un mito: il fantacalcio non è una nostra esclusiva. È semplicemente un gioco che piace a chi ama il calcio. Quindi non c’entra una mazza il genere. Volete una prova concreta? Basta vedere cosa è successo a Benevento: un gruppo di amiche ha organizzato la tanto temuta asta. E la cosa ancora più bella è che si sono presentate tutte e sette con la maglia della loro squadra del cuore: il Benevento, ovviamente. Non stiamo tanto a capire chi è riuscita a comprare Gonzalo Higuain, Dries Mertens, Andrea 'il Gallo' Belotti e compagnia bella, l'importante è che proprio come noi maschietti, si sono tutte ritrovate in una casa, in una cantina o in una mansarda per creare una squadra immaginaria. E se proprio vogliamo essere onesti, non sono nemmeno le uniche, basta vedere le immagini pubblicate sulla pagina Facebook di Fantagazzetta.

Sicuramente ce ne saranno tante altre. Magari anche tu che stai leggendo sei una fantacalcista (o come diavolo si dice), segui il campionato e sei una super tifosa. Non c'è niente di male, anzi. Anche perché, così a memoria, mi ricordo di aver visto Leghe (si chiamano così i fantacampionati) composte sia da maschi, che da femmine, senza alcun tipo di differenza: fai l'asta, componi una squadra di 25 giocatori e ogni settimana schieri la tua formazione, sperando di ottenere più punti possibili e vincere. Niente di più semplice. Il criterio su cui si basa tutto è la tua abilità. Punto. Poi sta a te decidere se spendere tutta l'estate a studiare la Gazzetta dello Sport o finirti gli occhi davanti ai video della stagione precedente dell'ultimo acquisto del Milan o della Juventus per capire se è un 'buon affare'.

BASTA STEREOTIPI

Certo, nell'immaginario collettivo, l'asta, il ritrovo, la competizione selvaggia per accaparrarsi il bomber, i rilanci a suon di insulti (bonari) per strappare il campione ai tuoi avversari rimanda all'uomo, magari troglodita, seduto a un tavolo con 'familiare di Peroni gelata e rutto libero'. Probabilmente è uno stereotipo che riflette abbastanza la realtà, visto che la maggior parte dei fantallenatori è certamente di sesso maschile. Ma ci sono anche le ragazze, come testimoniano i casi di Benevento e di Fantagazzetta (riuscite a immaginarle mentre urlano e si insultano per avere in squadra Ciro Immobile?). Magari sono in minoranza. Magari qualcuna lo fa ma non lo vuole dire. Ma ripeto: ci sono anche loro. E quindi è sbagliato dire che il fantacalcio è «uno dei più grandi misteri dell’altro sesso», come ha scritto Teresa Costa proprio su LetteraDonna.

L'ABILITÀ NON HA SESSO

Per arrivare all'asta, poi, serve un forte preparazione, così come scegliere l'11 titolare ogni turno di campionato. C'è chi studia come se fosse l'esame da 12 crediti dell'Università, chi si affida all'istinto, chi è perennemente baciato dalla fortuna ma c'è anche il moderato che spende solo poco più di mezz'ora a settimana per informarsi a dovere. «Per gli uomini è una scienza. Per le donne, la loro ennesima fissazione noiosa», ha concluso la collega nel suo articolo. Ma si sbaglia. Conosco un amico, collega sportivo, super preparato, che gioca al fantacalcio che l'anno scorso si faceva aiutare dalla fidanzata, tifosissima e appassionata di calcio, per schierare la formazione. Ma perché un giornalista di settore, si è affidato alla sua dolce metà? «E che ne so, ogni volta che ci mette le mani lei, vinco sempre». Bravura, 'fattore C', scaramanzia? Chi può dirlo. Resta il fatto che una donna, al fantacalcio, può tranquillamente fare la differenza, cara Teresa.
Al di là delle polemiche, occorre fare un passo avanti. Ma, care amiche, giocare e tifare non basta. Serve un sforzo in più: dovete fare 'coming out' e zittire una volta per tutte ogni critica sessista (al contrario) su questo strano e fantastico mondo.

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