13 Settembre Set 2017 1811 13 settembre 2017

Guglielmo Scilla, bisognava aspettare Pechino Express per il coming out?

Lo youtuber Willwoosh ha svelato la sua omosessualità il giorno in cui va in onda la prima puntata dell'adventure show. Vero che ognuno ha i suoi tempi, ma forse sarebbe meglio dare l'esempio prima, e non a scopi promozionali.

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Guglielmo Scilla

Willwoosh ha fatto coming out. Scritto così sembra il titolo di un romanzo, e invece è la notizia che, come si suol dire, ha fatto impazzire il web. È successo proprio nel giorno in cui Guglielmo Scilla – questo il nome all’anagrafe del famoso youtuber – inizia la sua avventura come viaggiatore della nuova edizione di Pechino Express su Rai Due (motivo per cui lo abbiamo intervistato). Sarà stato un caso? Noi, maliziosi, pensiamo di no. Certo, ognuno ha i suoi tempi ed è giusto rispettarli, però alcuni sembrano proprio campioni di coming out sincronizzato. Basti ricordare Tiziano Ferro, che per dichiarare di essere omosessuale scrisse un libro, con annesso tour promozionale.

A Scilla, almeno, va dato atto di essere stato originale e ironico: in un video-elenco postato sulla sua pagina Facebook ha enumerato con fare alquanto disinvolto le dieci cose che gli piacciono e che non gli piacciono nella vita, mettendo nella prima lista – cito testuale - «il cazzo» e nel secondo «la figa». Infilati lì in mezzo quasi non si notano, eppure follower e giornalisti hanno subito colto l’antifona e trasformato quelle quattro parole in una notizia. Eh già: essere omosessuale fa ancora notizia, è ancora qualcosa per cui vale la pena riversare i famigerati fiumi d'inchiostro. «Anima bella, lo stai facendo anche tu», mi potreste far notare. Certo, è vero, ma solo perché il mio obiettivo è rivolgere un appello a Guglielmo Scilla e a tutti gli artisti che decidono di rivelare la propria sessualità: fatelo prima, fatelo subito e siate onesti con il vostro pubblico!

Molti storceranno il naso. Come accennavo poco fa, è giusto che ogni persona si senta libera di dire di sé ciò che vuole, ma è anche giusto che sia libera di essere ciò che vuole. In questo senso, più che agli artisti l’appello andrebbe rivolto alla società e, dunque, all’opinione pubblica. Nessuno dovrebbe nascondersi per paura di vendere meno dischi o di non avere la folla di ragazzine ai firma-copie nelle librerie. Abbandoniamo una volta per tutte quell'idea secondo cui un cantante gay non può avere comunque un seguito di fan ormonose, soprattutto se belloccio. Sarà un discorso utopistico, ma vivere con maggior onestà intellettuale potrebbe far stare meglio tutti. Avete capito, amici discografici e agenti dei teen-idol?

Scilla avrebbe potuto, ad esempio, raccontare prima qualcosa in più di sé, potendo contare su un rapporto diretto e privilegiato con i suoi seguaci. Sarebbere stupido e riduttivo pretendere che interpretasse solo ruoli omosessuali quando si è cimentato come attore nelle fiction o a teatro, però avrebbe potuto trovare comunque il modo di rappresentare ciò che è. Magari ha intenzione di stupirci e a Pechino Express si presenterà così com’è con tutti i suoi amici, parlando della sua sessualità in modo aperto. Nessuno vuole i manifesti, sia chiaro, ma la vecchia solfa per cui questi personaggi possano essere un esempio per i più giovani che hanno difficoltà a dichiararsi, a mio avviso tanto vecchia non è, e neanche tanto solfa. Per molti, forse, sapere che il proprio mito o per lo meno una persona che stimano non si fa problemi a raccontare la propria sessualità, potrebbe essere un incentivo per aprirsi con le proprie famiglie o semplicemente per non sentirsi diversi.

Tornando sull’onestà intellettuale, il mio appello va anche a quei cantanti che nelle loro canzoni si struggono d’amore per delle improbabili partner, per poi rivelare successivamente di essere innamorati di un ragazzo. Succede anche per le donne, vedi Gianna Nannini, il che non è assolutamente grave. Ma ammettiamolo: da quando Tiziano Ferro canta i suoi veri amori, è molto più credibile e le sue parole possono finalmente essere prese sul serio. Chi sarà il prossimo? Qualche idea già ce l’ho. E qualcosa mi dice mi ritroverò a scriverne molto presto.

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