12 Settembre Set 2017 1322 12 settembre 2017

Hillary Clinton, la femminista contro le donne: «Dov'erano quando dovevano sostenermi?»

L'ex First Lady presenta What happened, il libro sui retroscena della sconfitta elettorale, e attacca le donne, colpevoli di essere «scese in piazza troppo tardi» contro Trump. Ma è questo il giusto modo per rilanciarsi?

  • ...
Hillary Clinton

Stanca di essere una candidata. Ma non della politica. Perché in gioco c'è il futuro del Paese che sta vivendo come se fosse «un reality show». Con un presidente, Donald Trump, impreparato a governare come d'altronde «c'era da aspettarsi». Lei, la grande sconfitta delle elezioni 2016 a stelle strisce, Hillary Clinton, non intende ricandidarsi alla Casa Bianca, ma il tour in quindici tappe in cui svelerà i retroscena della debacle personale contenuti nel libro What happened, sembra tanto un tentativo di ricostruire l'immagine di una donna che qualcosa continuerà comunque a fare. L'assunzione totale di responsabilità per aver fallito l'obiettivo di diventare la prima donna a governare gli Stati Uniti d'America («Tutta colpa mia. Ero io la candidata. Era la mia campagna. Quelle erano le mie decisioni»), unita all'attivismo anti-trumpiano, tuttavia non può bastare a rilanciarne le ambizioni all'interno del partito democratico. Perché nel memoriale di quasi 500 pagine in uscita il 12 settembre, l'ex First Lady e Segretario di Stato del primo mandato Obama attacca proprio i Democratici, da Joe Biden a Bernie Sanders, fino allo stesso ex presidente, reo di averla mal consigliata contro il rivale delle Primarie e debole nel sostenerla sulle presunte interferenze russe nelle elezioni.

L'ATTACCO ALLE DONNE

Non solo. L'attacco che più sorprende è quello alle femministe e, più in generale, alle donne. Lo dice senza mezzi termini nel suo libro, criticando quell'enorme moltitudine scesa in piazza subito dopo la vittoria di Trump. «Non posso fare a meno di chiedermi dove fossero quei sentimenti di solidarietà, rabbia e passione durante le elezioni», scrive Hillary quasi dimenticandosi l'endorsement dell'intero mondo femminile dello spettacolo: da Oprah Winfrey a Lena Dunham fino a Katy Perry, Lady Gaga, Meryl Streep, Ellen Degeneres, Shonda Rimes e persino Kim Kardashian. Con Madonna che, per convincere gli uomini a votarla, promise addirittura del sesso orale agli elettori della Clinton. Tutto inutile, considerato che a determinare il successo di Donald sono state proprio le donne (il 53% delle bianche ha di fatto votato per il tycoon). E adesso la donna che voleva cambiare l'America, la femminista che insegna a non avere paura, quella che non avrebbe mai potuto perdere contro un'improbabile e impresentabile rivale prova a togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

FATTI PIÙ IN LÀ

Sbaglia, però, Hillary. Sbaglia a voler cercare fuori le colpe di una sconfitta che i bookmakers avrebbero faticato a quotare. Sbaglia perché guarda ancora indietro dividendo anziché unire, andando contro agli intenti del suo nuovo gruppo Onward Together, che appunto significa Avanti Insieme. E se in pochi hanno dato il benvenuto al tentativo di offrire un punto di vista onesto di uno dei più grandi turbamenti della storia politica americana, altri accusano la 69enne dell'Illinois di rilanciare una guerra civile all'interno del partito. A pensarlo sono in molti, soprattutto a sinistra. Con il sanderiano e direttore della comunicazioni dell'organizzazione Democracy for America, Neil Sroka, che supera il fallimento clintoniano spingendo le donne che nel 2020 potrebbero correre per la Casa Bianca: «Sono molto più interessato a ciò che pensano Kamala Harris o Elizabeth Warren. È questo il modo migliore per andare avanti».
Anche perché nel 2020 Hillary avrà 74 anni, per quanto nell'America che se ne frega di inseguire il mito del leader giovane non è mai troppo tardi per fare qualcosa. Lo sa molto bene l'ex First Lady, che al momento si concentra come cittadina attivista. Un ruolo che però potrebbe andare stretto a chi mangia pane e politica da una vita. Tuttavia, per il bene dei Democratici, degli Stati Uniti e soprattutto dopo una batosta dalla quale dice di essersi rialzata «grazie anche allo yoga e allo Chardonnay», potrebbe essere arrivato il momento di farsi da parte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso