Mamma, chi me l'ha fatto fare!

4 Settembre Set 2017 1538 04 settembre 2017

Il meteorite della discordia

La pubblicità dei Buondì ha scatenato tante polemiche sui social. Il motivo? Un asteroide che prima colpisce la mamma, poi il papà. Ironia o cattivo gusto? L'opinione di Stefania Romani.

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meteorite Buondì

Hanno fatto centro sul piano della comunicazione i nuovi spot del Buondì Motta, in cui una mamma, che sta preparando la colazione in un magnifico giardino, viene uccisa da un asteroide, appena dopo aver parlato con la figlioletta. In Rete si è scatenato il putiferio: c’è chi ha apprezzato il sarcasmo del video e chi ne ha condannato senza appello la violenza o il cattivo gusto. Comunque, nel bene e nel male, se n’è parlato e anche molto. E chissà, se il polverone mediatico avrà dei riflessi sulle vendite.

Appena l’ho visto, ho pensato che il tema della mamma che muore è un classico delle fiabe e dei cartoni, da Bambi a Alla ricerca di Nemo: scene strazianti in apertura, lacrime a profusione dentro e davanti allo schermo, così poi la storia non può che migliorare. Da piccola non ci facevo caso, ma quando ho avuto i figli mi sono chiesta: «Ma possibile che noi madri siamo così pericolose, anche solo potenzialmente, che è meglio eliminarci subito?». Una psicoterapeuta mi ha spiegato che se i bambini fanno i conti con il loro incubo peggiore, la perdita della persona su cui contano di più al mondo, possono superare tutto. Sarà. Ma insomma, secondo me qualche volta potrebbe anche mancare la suocera, per esempio.

Comunque nello spot in questione almeno c’è la par condicio, perché nel secondo round, dopo la mamma, un altro asteroide seppellisce anche il papà. La novità? La chiave ironica, sarcastica, quasi vignettistica del breve racconto: la scena dello schianto è palesemente finta, creata al computer. E oltre ai genitori versione 'sciuretta' e allocco, c’è una bambina antipatica, petulante. Tanto che mio figlio, 12 anni, ha chiesto: «Ma nel terzo spot tocca alla ragazzina? Già una così è destinata a rimanere zitella, perché nessuno se la fila. Poi non ha più nessuno, meglio che sparisca anche lei, no?». Beh, quando si dice che gli uomini vanno subito al sodo! E rideva come un matto, perché, da cultore della serie Dr. House – Medical division, ha colto il paradosso della pubblicità ed è andato a rivedersela più volte su Youtube, sghignazzando sulla collana e il golfino della mamma, che ha un look lontano anni luce dal mio.
Mia figlia, due anni di meno, ha invece osservato: «Non mi piace per niente questo spot, non c’è niente da ridere, ma noi i Buondì non li abbiamo mai mangiati, quindi non ci riguarda. Però ha ragione mio fratello: la bambina è odiosa, come le mie amiche fissate con la dieta, che cominciano a rompere già di mattina».

Personalmente apprezzo l’ironia sulla famiglia perfetta, anche se penso che possa essere colta solo da una certa fascia d’età: forse dai genitori e dai ragazzini 'sgamati', che hanno l’occhio attento a effetti speciali e tecnologia. Di certo i nonni, soprattutto se un po’ in là con gli anni, non hanno gli strumenti per smontare il carattere finto delle immagini: e infatti, su Facebook, parecchie nonne hanno postato commenti critici o indignati, tipo: «Mio nipote è terrorizzato, perché pensa che se mangia il Buondì gli muore la mamma». Ecco, appunto, forse anche per i bambini piccoli un botto è un botto e basta.

Però mi sorge un dubbio: ma noi poveri genitori, che sogniamo di costruire una 'famiglia da Mulino Bianco', non siamo già bacchettati a sufficienza? Cavolo, per gli insegnanti se seguiamo la prole siamo invadenti, se non la seguiamo siamo latitanti. I pediatri ci bollano, a seconda dei casi, come iperprotettivi o disattenti. Per le suocere siamo troppo in carriera o rischiamo di crescere dei mammoni. Ma dico, dovevamo proprio essere presi per i fondelli anche dallo spot del Buondì?

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