30 Agosto Ago 2017 1615 30 agosto 2017

Benedetta Meloni, cotta e mangiata

La leader di Fratelli d'Italia è sempre più social. Su Facebook diventa virale un video in stile Benedetta Parodi in cui invita a comprare prodotti italiani. Dividendo, come sempre, il web.

  • ...
Giorgia Meloni

Niente da fare, il nostro appello è caduto nel vuoto. Giorgia Meloni è più social che mai. Perfettamente al passo coi tempi, la leader di Fratelli d'Italia è tornata alla carica su Facebook con un video che, considerato il precedente, rischia di essere il secondo di una lunga serie. Una rubrica dal titolo #2minuticonGiorgia, con tanto di hashtag e sigla iniziale, per parlare in modo un po' «meno serio» di argomenti invece «seri». Lo dice l'ex candidata al comune di Roma, poi trombata per una manciata di voti, nelle vesti di una Benedetta Parodi d'annata priva però del grembiule d'ordinanza. Perché il tema serio - e serio lo sarebbe davvero, senza alcune facile ironia - è la caprese, il tipico piatto mediterraneo a base di mozzarella, pomodori e basilico, preso come spunto per parlare di prodotti italiani. Ovvero, i soli che andrebbero acquistati perché decisamente migliori delle schifezze che arrivano dall'estero e perché darebbero lavoro ai nostri agricoltori e produttori.
Tralasciando strascichi di fascista memoria in un mondo ormai globalizzato anche nella cucina, e precisando che in linea di massima siamo pure d'accordo sulla bontà dei nostri Dop e Igp, la Giorgia politica ai fornelli generalizza un po' troppo dimenticandosi altrettanto. Perché è vero: nella grande distribuzione, come lei stessa ammonisce, scovare i pomodori di casa nostra è quasi un'impresa. Pensare, poi, alle mozzarelle fatte con il latte in polvere, uniformandosi ai Paesi dell'Unione Europea, fa venire i brividi. E quel filo d'olio che versa sul piatto tricolore, preoccupandosi il giusto della linea, è già contaminato da chissà quali olive provenienti da qualche imprecisata parte del Vecchio Continente.


Ora la riflessione che viene così, al volo, da liquidare in due minuti anche senza hashtag, in maniera più o meno seria e più o meno generica, è questa: chi ha favorito la grande distribuzione, distruggendo il piccolo commercio con politiche mai mirate a salvaguardare la bottega di quartiere? Chi non ha preso le giuste misure per tutelare il mercato del lavoro, operai e datori in egual misura, facendo sì che il 'nero', lo sfruttamento e il raggiro delle regole fossero la sola strada per abbattere i costi di produzione? Chi dovrebbe promuovere ed esportare il made in Italy anziché, nel caso specifico dell'olio, fare un unico europeissimo frantoio? Chi non vigila sul latte in polvere per la produzione di mozzarelle, pratica purtroppo già diffusa in alcuni caseifici dove di bufala non ci sono solo i formaggi? No, Giorgia, non ce l'abbiamo con te. Quel 'chi' non sei tu, o almeno non da sola. Quel 'chi' è la classe politica che non si preoccupa di quanto costa un litro di latte o se i pomodori pachino sono davvero di Pachino (SR). Che non si preoccupa se l'olio buono come quello del contadino costa fino a 17 euro al litro. Che non si preoccupa di aspettare il sabato alle 13, quando il mercato sta per chiudere, per prendere frutta e verdura a basso costo. Di quello ce ne occupiamo noi, che una caprese italiana cucinata alla Meloni non ce la possiamo permettere. Ci costerebbe un occhio della testa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso