19 Aprile Apr 2018 1024 19 aprile 2018

Chi è Domenico Grispino, marito di Cecile Kyenge

L'ha criticata sul caso degli escrementi del cane. Poi ha anche ammesso di aver votato Lega attaccando il partito della moglie: «Il Pd è morto».

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Cecile Kyenge

L'imbrattamento con escrementi animali dei muri esterni dell'abitazione a Modena dell'europarlamentare del Pd, Cecile Kyenge - avvenuto nei giorni scorsi - è diventato un caso che ha dell'incredibile. Quello che era stato stigmatizzato al'inizio come gesto razzista - da più parti e di ogni colore politico - è stato poi spiegato come una sorta di «di ripicca tra vicini». Anche se l'ex ministro dell'Integrazione, che ha denunciato il fatto alle autorità competenti ha smentito frizioni con i vicini di casa e vuole aspettare che siano gli inquirenti a fare chiarezza.
A raccontare una diversa versione della vicenda, invece, è stato un residente di Gaggio di Castelfranco, dove ha casa Kyenge con la famiglia, che al Resto del Carlino ha rivelato di aver agito per rivalsa e non per razzismo: «Non si è trattato di atto xenofobo ma di un gesto di esasperazione verso un atteggiamento incivile: suo marito non raccoglie mai le deiezioni del loro cane di grossa taglia e all'ennesimo episodio non ci ho visto più dalla rabbia, ho rimosso le feci e le ho gettate nel giardino», ha spiegato lui.

IL MARITO CHE VOTA LEGA

Ma l'ultimo capitolo della saga lo ha scritto il marito dell'europarlamentare del Pd, Domenico Grispino, che al programma La Zanzara di Radio 24 ha dato la sua versione dei fatti, criticando senza mezzi termini la moglie: «Cecile poteva contare fino a cinque prima di parlare, a volte è meglio stare zitti», ha detto smentendo la tesi di Cecile (con cui è sposato dal 1994) che dava la colpa all'odio razziale.
E non è finita: interpellato sulle sue idee politiche, Grispino ha attaccato il Partito Democratico: «Il Pd è morto, è bollito. E ho votato Lega al Senato e M5s alla Camera». Una dichiarazione che lascia parecchio stupiti, se si pensa che la Lega è lo stesso partito che aveva dato dell'orango a sua moglie (nel 2013 fu Roberto Calderoli), come gli viene fatto notare a La Zanzara: «Sì, ma non sono affatto tutti così. Anzi sto lavorando a un progetto per l’Africa col vice di Salvini, Attilio Fontana». Contenta lei.

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