Elezioni 2018

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18 Aprile Apr 2018 1452 18 aprile 2018

Nilde Iotti e quel primo giorno di mandato esplorativo

L'unica donna ad aver ricevuto l'incarico prima di Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il racconto di quelle prime ore, tra routine, caos politico ed esultanze femministe.

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Nilde Iotti Mandato Esplorativo

Maria Elisabetta Casellati come Nilde Iotti. Non ce ne vogliano i nostalgici di sinistra, ma se parliamo di donne a cui è stato affidato un mandato esplorativo, l'elenco è brevissimo e include giustappunto questi due nomi e nessun altro. Il paragone, dunque, è obbligato. Correva l'anno 1987, al posto di Mattarella c'era Cossiga, ancora lontano dal farsi picconatore, e il governo appena caduto era il secondo di Craxi. Il tentativo di Nilde Iotti di formare un governo non andò a buon fine: fosse andata diversamente, sarebbe stata la prima Presidente del Consiglio donna, oltre che la prima comunista. A spuntarla invece fu Fanfani: durò tre mesi e 11 giorni.

LA ROUTINE COME BUSSOLA

A distanza di 31 anni, è rimasto un documento molto bello e interessante del primo giorno di mandato di Nilde Iotti. Si tratta di un articolo di Miriam Mafai scritto per Repubblica, che racconta ore difficili e tese che però non distolsero Nilde Iotti dalle sue salde abitudini, a partire dalla colazione: «Alle dieci e un quarto di mattina, come sempre, Nilde Iotti arriva in Transatlantico. Si avvia alla bouvette, dove chiederà un cappuccino hag senza zucchero». Riti quotidiani che, secondo Mafai, venivano vissuti da Iotti «come conferma e sicurezza». I punti saldi di una routine che le servivano a orientarsi all'interno di una situazione politica caotica e frammentata.

L'IMPORTANZA DI PRENDERE TEMPO

Quel primo giorno da esploratrice era il 28 marzo 1987, un sabato. Ciò che colpisce è che il giorno dopo, una domenica, Nilde Iotti decise di rispettare la festività della data e, ancora una volta, le proprie abitudini: «Nessun impegno politico per domenica. I colloqui riprenderanno lunedì. La giornata festiva sarà riservata, come di consueto, alla famiglia, alla figlia Marisa e ai nipoti. La Iotti ha sempre tentato di salvaguardarsi spazi personali, anche nel pieno delle più burrascose vicende politiche. Ed anche questa volta non vi rinuncia». Colpisce davvero, questa capacità di saper tirare il fiato, di prendere tempo per raccogliere le idee, di rallentare i tempi e non lasciarsi travolgere dal flusso degli eventi.

UN SIMBOLO DI SUCCESSO PER LE DONNE

Grazie a Mafai sappiamo anche com'era vestita Nilde Iotti quel primo giorno: «Ha un abito a righe sottili, grigio e nero, con una piccola sciarpa annodata. Sulla scollatura una spilla d' oro, leggerissima, un nodo vaporoso fatto di nastrini lucidi e opachi». E sappiamo anche che, salvo un momento di emozione tradito venerdì, subito dopo il colloquio con Cossiga, Iotti aveva recuperato «un riserbo che è un tratto consolidato del suo carattere». Fanno sorridere, poi, le infinite riverenze che le vennero rivolte il primo giorno: mazzi di fiori, telegrammi, telefonate. E Mafai non poté fare a meno di notare che «la Iotti si propone, anche contro la sua volontà, per la forza degli eventi di cui è protagonista, come un simbolo di successo per le donne». Le consultazioni di quel primo giorno furono con Craxi, De Mita e Natta; «Poi, dopo aver dato qualche disposizione per la giornata di domenica, cena come, d' abitudine, da sola». Così si concluse quella prima giornata da esploratrice.

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